Seroquel (quetiapina) per i deliri nella demenza. Va bene?

Seroquel (quetiapina) per i deliri nella demenza. Va bene?

Forum Domande & RisposteCategoria: Psicofarmaci, modalità d'uso ed effettiSeroquel (quetiapina) per i deliri nella demenza. Va bene?
Anna asked 2 anni ago

Salve,

per disturbi legati alla demenza senile, a mia madre è stato consigliato il Seroquel in quanto lei ha episodi di aggressività misti a deliri e allucinazioni.

Mia madre prende il Lasix, Congescor, zyloric e il Lixiana per le sue patologie.

Volevamo sapere se esiste un farmaco piu efficace

Grazie

Cinzia replied 1 anno ago

Buongiorno dottore,
mio padre purtroppo ha dei disturbi cognitivi e manie, gli è stata data la quetiapina prima prendeva mezza pastiglia alla mattina e una alla sera ,perché aveva anche aggressività, ma è come se non avesse preso nulla. Ieri il dottore ha detto di dargliene due alla mattina e due alla sera , ma stamattina si è svegliato con episodi di aggressività : in poche parole voleva picchiare mia madre.
Vorrei un consiglio da lei la ringrazio tanto

dr Federico Baranzini Staff replied 1 anno ago

Gentile Cinzia,

il problema dell’aggressività e dei disturbi comportamentali nei pazienti anziani con decadimento cognitivo o demenza, è uno dei principali problemi che la psicogeriatria deve affrontare.

L’aggressività per quanto apparentemente incomprensibile in taluni casi, in realtà ha sempre delle cause sottese di natura relazionale, emotivo/affettiva e contestuale. Ovviamente anche la psicopatologia influisce e può fungere da innesco per agiti violenti e aggressivi.

Per questo motivo la farmacoterapia deve rappresentare l’ultimo presidio e l’ultima spiaggia per la gestione di tali comportamenti.

Prima bisognerebbe provare strade alternative di natura contenitiva secondo strategie relazionali, occupazionali e comportamentali.

Tra le molecole più indicate vi è certamente la QUETIAPINA che ha mostrato una buona efficacia quando utilizzata correttamente. Ovviamente bisogna sempre tenere conto delle specifiche cliniche del paziente e delle sue fragilità.

In alcuni casi può essere utile aumentare il dosaggio sempre però valutandone i pro e i contro o associando temporaneamente un secondo farmaco ad azione complementare al primo e con funzione “potenziante”, tra cui le categorie degli antidepressivi SSRI e degli stabilizzanti dell’umore.

Devo quindi rimandarla al vostro curante invitandovi a valutare con lui le strategie migliori che possano essere implementate, farmacologiche e non farmacologiche.

Un cordiale saluto

Federico Baranzini

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1 Risposte
Best Answer
dr Federico Baranzini Staff answered 2 anni ago

Buongiorno Sigra Anna

il seroquel è un farmaco molto utilizzato nella terza età e nelle demenze. E' noto per i suoi effetti sedativi e ipnotici, di gestione dell'impulsività e soprattutto dei sintomi psichiatrici tra cui l'aggressività e i deliri che purtroppo compaiono ad un certo punto quasi nel 100% dei casi nei soggetti affetti da demenza.

Se aveste riscontrato dei dubbi sulla sua efficacia dovreste parlarne con il collega che ha in cura sua madre e concordare con lui un monitoraggio per vagliare eventuali ipotesi sulla sua efficacia e o sostituibilità. Esistono certamente delle alternative, una è il risperidone, ma sta sempre al curante scegliere quale medicinale proporre al paziente e ai familiari, secondo scienza e coscienza, avendo valutato il quadro clinico e le controindicazioni.

Per prima cosa non nuocere, recita la locuzione latina.

Un cordiale saluto
Federico Baranzini

Anna replied 2 anni ago

Grazie per la risposta.
Il farmaco di cui parlava lei, ossia il risperidone può comportare problemi a livello cardiaco? Ci è stato comunicato che il Seroquel è certamente il farmaco più blando per quello che concerne uns eventuale problematica a livello cardiaco. Consideri che nostra madre soffre di scompenso cardiaco e prende i farmaci che le avevo comunicato precedentemente. Ed inoltre, il farmaco di cui parlava lei andrebbe ad attenuare in maniera significativa gli episodi di allucinazioni ed aggressività? Mamma sta in cura presso una geriatra, volevamo sapere se fosse necessario anche contattare uno psichiatra.
La geriatra ha detto che non c’è bisogno, ma noi non ne siamo convinti.
In attesa di una sua risposta, porgiamo i nostri cordiali saluti a lei, gentilissimo professore.

Grazie

dr Federico Baranzini Staff replied 2 anni ago

Buongiorno Sigra Anna
tutti i farmaci antipsicotici -anche chiamati neurolettici- che siano di vecchia o nuova generazione possiedono effetti collaterali sul metabolismo, sulla regolazione pressoria, sul peso e sulla conduzione cardiaca. Chi più chi meno. Credo possa capire che non posso entrare nel dettaglio e men che meno espormi riguardo al caso di sua madre per la quale la devo necessariamente rimandarla al curante. Il nome che ho riportato era solo a titolo esemplificativo (in quanto molecola molto studiata in psicogeriatria) ma non è l’unico farmaco utilizzabile. Come dicevo la scelta deve sempre tenere conto di diversi fattori e non solo l’efficacia (diversi studi dimostrano una sostanziale sovrapponibilità tra antipsicotici nel contrastare allucinazioni e deliri). Geriatri e psichiatri lavorano fianco a fianco, almeno nella mia esperienza, ed entrambi maneggiano quotidianamente questa tipologia di farmaci.
Un cordiale saluto
Federico Baranzini

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