Certificazione PERLA 2026 a Federico Baranzini

Certificazione PERLA 2026: la Relazione di Cura al centro della mia pratica psichiatrica

Studio di Psichiatria e Psicoterapia Federico Baranzini
Studio di Psichiatria e Psicoterapia Federico Baranzini

Il rinnovo del riconoscimento “3 PERLE” e la partecipazione al progetto nazionale validato dall’Istituto Superiore di Sanità: perché curare la persona significa, prima di tutto, accoglierla.

Nel marzo 2026, il panorama della sanità italiana ha celebrato un traguardo fondamentale: la cura non è più solo una questione di protocolli e farmaci, ma un processo umano certificato. È con emozione e un rinnovato senso di responsabilità che condivido la conferma della Certificazione PERLA 2026.

Questo riconoscimento, che mi è stato assegnato anche quest’anno –dopo il 2025– con il massimo punteggio di 3 PERLE, non è un semplice “bollino” di qualità formale. È il risultato di un percorso rigoroso che mette al centro ciò che per me rappresenta il cuore della psichiatria: la relazione di cura.

Il Progetto PERLA: un ponte tra Scienza e Umanità

Il Progetto PERLA si sta affermando come riferimento per la medicina “a misura di persona”. Come evidenziato nel recente convegno tenutosi proprio presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il progetto è oggi sostenuto da un Board scientifico di altissimo profilo che include, oltre all’ISS, istituzioni come Agenas, la SIMEN (Società Italiana di Medicina Narrativa) e le principali federazioni di medici e infermieri.

Partecipare a questo progetto nel 2026 significa accettare una sfida: sottoporre il proprio operato al giudizio più autentico e severo, quello dei pazienti. Quest’anno, il network PERLA ha coinvolto ben 34 strutture e numerosi professionisti in tutta Italia, raccogliendo oltre 1.600 valutazioni dirette.

Come ha sottolineato Rocco Bellantone, Presidente dell’ISS, il nostro Sistema Sanitario è chiamato a gestire sfide epocali come l’invecchiamento della popolazione e la cronicità delle patologie. In questo scenario, non basta più chiedersi quale terapia offrire, ma diventa vitale interrogarsi su come accompagniamo la persona nel suo percorso.

Unico libero professionista certificato in Lombardia

Ad oggi, confermo di essere l’unico psichiatra libero professionista in Lombardia a fregiarsi delle “3 PERLE”. Se per le grandi strutture ospedaliere o i centri oncologici la relazione è un obiettivo organizzativo, per un professionista che opera nel proprio studio privato, la relazione è l’essenza stessa dell’incontro clinico.

3perle certificazione PERLa a Milano Federico Baranzini

La mia scelta di aderire al protocollo PERLA nasce dalla ferma convinzione che il tempo della comunicazione sia, a tutti gli effetti, tempo di cura. Non si tratta di “cortesia”, ma di efficacia terapeutica: un paziente che si sente ascoltato, accolto e compreso è un paziente che sviluppa una migliore aderenza alle cure e una maggiore resilienza.

L’ascolto è il più potente antidepressivo che esista!

Dati del 2026: i miei risultati oltre la media nazionale

I risultati dell’indagine nazionale 2026 pubblicati dall’ISS confermano una tendenza straordinaria: il 97,6% dei pazienti valuta in modo eccellente l’assistenza quando la relazione è curata. Tuttavia, i dati emersi dalla mia valutazione specifica per la certificazione PERLA vanno persino oltre, restituendo un quadro di fiducia da parte di chi frequenta il mio studio.

Mentre a livello nazionale il 99,2% delle persone consiglierebbe il professionista ad altri, nel mio caso questa percentuale raggiunge il 100%: la totalità dei pazienti non solo consiglierebbe il mio approccio, ma dichiara che tornerebbe nel mio studio per ricevere cure. Questo dato è supportato da punteggi medi molto alti (pari a 9,4 su 10) in tre pilastri fondamentali della mia pratica:

  • Qualità della comunicazione: la chiarezza e l’efficacia del dialogo durante le sedute.
  • Accoglienza e attenzione ai bisogni: la capacità di far sentire la persona ascoltata nella sua interezza, superando la percezione di essere un “caso clinico”.
  • Fiducia e vicinanza: la forza del legame terapeutico che trasmetto in ogni incontro.

Se l’indagine nazionale rileva che l’82,3% dei pazienti si sente accolto come “persona” e l’80% attribuisce il massimo dei voti alla fiducia trasmessa, sapere che nel mio studio queste dimensioni raggiungono l’unanimità dei consensi è per me un traguardo molto bello.

Questi numeri non sono semplici statistiche, ma la prova concreta che l’impegno quotidiano nel trasformare il tempo di visita in un autentico tempo di cura viene riconosciuto e valorizzato da chi, ogni giorno, sceglie di affidarsi alla mia professionalità.

certificazione PERLA 2026 Federico Baranzini

Oltre il sintomo: il Decalogo e la Qualità della Vita

IIl mio approccio non si limita alla risoluzione di un quadro clinico, ma segue rigorosamente i dieci principi del Decalogo della buona cura relazionale. Nel 2026, ho voluto dare ulteriore risalto a tre pilastri che i miei pazienti hanno premiato con punteggi altissimi, confermando la validità del percorso intrapreso:

  1. L’ascolto autentico della storia: Mentre il protocollo PERLA sottolinea l’importanza di ascoltare bisogni e aspettative, i dati del mio studio mostrano una soddisfazione di 9,4 su 10 proprio in quest’area. Per me, dare spazio alla storia della persona significa riconoscere che il sintomo è solo una parte di un vissuto più ampio.
  2. La personalizzazione del percorso: Non esistono soluzioni standard. Integrare farmaci, psicoterapia e strategie di self-care richiede una comunicazione eccellente. Il voto di 9,4 ricevuto nella qualità della comunicazione testimonia l’impegno nel costruire un progetto terapeutico condiviso e comprensibile, dove il paziente è parte attiva delle scelte.
  3. L’attenzione alla Qualità della Vita (Oltre la clinica): Un dato interessante emerso dal comunicato ISS 2026 indica che il 59% dei pazienti a livello nazionale ha ricevuto supporto sull’alimentazione e il 38% sul sonno o sulle relazioni familiari. Nel mio studio, questa visione “olistica” è la norma: curare la mente significa curare lo stile di vita. La totalità dei miei pazienti (100%) dichiara infatti che tornerebbe nel mio centro, a conferma di quanto la cura dei dettagli extra-clinici faccia la differenza nel benessere percepito.

La cura è un processo complesso che deve tenere insieme conoscenze tecniche, emozioni e significati. Sebbene l’ISS rilevi che gli strumenti digitali sono ancora marginali per molti (2,4%), nel mio studio la tecnologia e la telemedicina sono realtà consolidate. Tuttavia, come confermano i risultati sulla fiducia e vicinanza (9,4), questi restano strumenti per facilitare il contatto e la continuità terapeutica, senza mai sostituire il calore e l’umanità del legame che costruiamo incontro dopo incontro.

Il valore del riconoscimento ⚪⚪⚪

Ottenere le “3 PERLE” per il 2026 significa che la qualità della relazione terapeutica nel mio studio è stata validata. È una garanzia per chi soffre di ansia, depressione, disturbi dell’umore o del sonno: cerco di essere non solo uno specialista aggiornato sulle ultime linee guida della professione, ma un medico che si impegna a guardare ai pazienti come individui unici.

In un mondo sanitario che rischia di diventare sempre più frammentato e tecnico, il progetto PERLA va controcorrente. Come ha dichiarato Cristina Cenci, co-ideatrice del progetto: “L’ascolto e la personalizzazione non possono dipendere solo dalla sensibilità del singolo, devono diventare parte integrante del modello di cura”.

Un invito alla riflessione

Il traguardo del 2026 non è un punto di arrivo, ma per me raprpesenta una tappa di un viaggio continuo. Ringrazio gli organizzatori della certificazione PERLA per l’opportunità fornita e, soprattutto, ringrazio i miei pazienti. È grazie ai loro racconti e alla loro fiducia che posso continuare a esercitare una psichiatria che onora la dignità umana.

Se desiderate approfondire il progetto o consultare l’elenco delle strutture e dei professionisti certificati in Italia, vi invito a visitare il sito ufficiale di PERLA (www.curaperlapersona.it) o a leggere il comunicato stampa dell’ISS.