Attacco di panico o Epilessia?

Attacco di panico o Epilessia?

giacomo asked 2 mesi ago

Gentile dottor Baranzini,

sono un uomo di 40 anni e le scrivo per chiederle gentilmente un suo parere.

È ormai da circa un paio d’anni che mi capita un disturbo che non so se ricondurre a degli attacchi di panico oppure ad altro. Il mio medico di famiglia è più propenso per ansia, però vorrei un suo parere.

Il fattore scatenante non mi è affatto chiaro (ammesso che esista): a volte questo disturbo mi capita mentre sto lavorando al pc, altre volte mentre sono sdraiato sul divano o mentre parlo con una persona; altre ancora addirittura mentre sto dormendo e mi sveglio con questo disturbo.

Succede questo: improvvisamente mi si accavallano in testa più pensieri (di diversa natura, non ce n’è uno ricorrente che possa riconoscere come “scatenante”) e inizio a sentirmi strano: qui capisco subito che sta per arrivare questo disturbo. Avverto un malessere nella zona ombelicale. Non saprei descriverlo con precisione, ma è simile a una specie di vertigine che si prova guardando un precipizio (da non intendersi come capogiro di testa, ma come “scossa” o tensione nervosa). Poi questa sensazione sale in alto, come una specie di onda, fino a raggiungere la testa, e più sale più diventa intensa.

All’apice del disturbo, questa specie di vertigine lascia il posto a una forte agitazione, come se stessi per esplodere, a un senso di stordimento, come se stessi per svenire. Il tutto non dura mai più di 20 o 30 secondi.

Quando finisce, mi resta una leggera e passeggera nausea (di pochi minuti), ma soprattutto non ricordo più precisamente le parole che stavo dicendo. Ricordo bene dove ero, cosa stavo facendo, e le immagini visive sono impresse nitide e precise nella mia mente. Ricordo anche l’argomento generale di cui stavo parlando, ma le parole precise dette in quegli istanti sono perse per sempre: una nebbia mentale, un po’ come quando, capita a tutti, si perde il filo del discorso.

So che di solito gli attacchi di panico danno sintomi fisici come tachicardia, sudorazione, vampate di calore che durano diversi minuti. Io non ho niente di tutto questo.

Volevo chiederle se questi disturbi, che solitamente accadono circa ogni due o tre mesi (a volte anche a distanza di pochi giorni e poi basta per qualche mese), possono essere semplici sfoghi da stress oppure se possono nascondere problemi ben più seri al cervello (ho pensato: epilessia?).

Grazie.

1 Answers
dr Federico Baranzini Staff answered 1 mese ago

Gentile Giacomo,

la ringrazio per il contributo. Domande come la sua sono particolarmente interessanti perché riguardano sintomi che si collocano al confine tra diverse possibili interpretazioni e che, proprio per questo, meritano una valutazione accurata. Mi fa piacere poter offrire qualche riflessione, pur con il limite inevitabile di una consulenza a distanza.

Se ho ben compreso, da circa due anni sperimenta episodi brevi, della durata di 20-30 secondi, caratterizzati da una sorta di improvviso “affollamento” di pensieri, seguito da una sensazione che nasce a livello addominale o periombelicale e risale verso la testa come un’onda crescente. Al culmine compare una forte agitazione interna, una sensazione di possibile perdita di controllo o di svenimento, quindi l’episodio si esaurisce spontaneamente. Successivamente permane una lieve nausea e soprattutto una difficoltà a ricordare con precisione le parole pronunciate nei secondi immediatamente precedenti o durante l’evento, mentre il ricordo del contesto generale resta integro.

Le anticipo subito che quanto descrive non corrisponde perfettamente al quadro tipico dell’attacco di panico. Gli attacchi di panico, infatti, tendono generalmente a durare più a lungo, spesso diversi minuti, e sono frequentemente accompagnati da sintomi vegetativi marcati come tachicardia, sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento o paura intensa di morire o impazzire. Questo non significa che una componente ansiosa sia assente, ma il quadro che lei riferisce presenta alcune caratteristiche che meritano un approfondimento ulteriore.

In particolare, mi colpiscono tre elementi.

Il primo è la brevissima durata e la natura molto stereotipata dell’episodio. Il secondo è quella sensazione addominale ascendente, descritta come un’onda che sale verso la testa. Il terzo è la lieve alterazione delle funzioni cognitive immediatamente successive, con la perdita del ricordo preciso delle parole pur mantenendo il ricordo del contesto.

Nella mia esperienza clinica, quando un paziente riferisce episodi così brevi, ricorrenti, con una sensazione epigastrica o addominale ascendente e una modificazione dello stato di coscienza o dell’elaborazione mentale, è corretto prendere in considerazione anche la possibilità di fenomeni neurologici, compresi alcuni tipi di epilessia.

Naturalmente sottolineo che questa non è una diagnosi e che molti altri disturbi possono produrre sintomi simili, ma ritengo che l’ipotesi meriti di essere esclusa con attenzione piuttosto che liquidata come semplice ansia.

In particolare, alcune forme di epilessia focale, soprattutto a partenza temporale, possono manifestarsi proprio con una cosiddetta aura epigastrica ascendente, sensazioni di irrealtà, improvvise modificazioni del flusso del pensiero, emozioni intense o difficili da descrivere e successiva lieve confusione o difficoltà di richiamo mnestico. Non è detto che vi siano convulsioni, perdita di coscienza completa o manifestazioni drammatiche. Molti pazienti immaginano l’epilessia esclusivamente come una crisi convulsiva, ma esistono forme molto più sfumate.

Allo stesso tempo, devo dirle che ho incontrato anche pazienti con ansia, somatizzazioni o particolari fenomeni dissociativi che descrivevano sensazioni sorprendentemente simili. Per questo motivo sarebbe poco prudente trarre conclusioni basandosi esclusivamente sulla descrizione dei sintomi.

Per rispondere alla sua domanda principale, quindi, ritengo che sarebbe opportuno effettuare una valutazione neurologica, soprattutto considerando che gli episodi si ripetono da anni, presentano caratteristiche abbastanza costanti e includono un breve fenomeno di alterazione cognitiva. Un neurologo potrebbe valutare l’opportunità di eseguire un elettroencefalogramma (EEG), eventualmente anche in condizioni particolari come privazione di sonno o monitoraggio prolungato, qualora lo ritenesse indicato. Anche una risonanza magnetica encefalo, se non già eseguita, potrebbe rientrare nel percorso diagnostico.

Questo non significa che io ritenga probabile una patologia grave del cervello. Anzi, il fatto che gli episodi siano presenti da circa due anni senza una progressione evidente, senza deficit neurologici persistenti e con una frequenza relativamente bassa è un elemento rassicurante. Tuttavia, proprio perché alcune caratteristiche non sono quelle classiche del panico, credo che una valutazione neurologica sia ragionevole.

In conclusione, non mi sentirei di attribuire con sicurezza questi episodi a semplici manifestazioni di ansia senza prima aver escluso altre possibilità. Al tempo stesso, non vedo nella sua descrizione elementi che facciano pensare automaticamente a una condizione neurologica grave.

La strada più equilibrata mi sembra quella di un approfondimento neurologico, mantenendo aperte entrambe le ipotesi interpretative.

Spero di averle fornito qualche elemento utile per orientarsi. Le auguro di poter chiarire presto la natura di questi episodi e di trovare una spiegazione soddisfacente che le restituisca serenità. Se vorrà aggiornarmi sugli sviluppi o sugli eventuali accertamenti eseguiti, sarò lieto di leggere un suo nuovo contributo sul forum.

Cordiali saluti,

Federico Baranzini