Quell’odore buonissimo (dei tovaglioli) di mia madre

Quell’odore buonissimo (dei tovaglioli) di mia madre

Domande & RisposteCategoria: PsicologiaQuell’odore buonissimo (dei tovaglioli) di mia madre
Francesca ha scritto 1 mese fa
Salve,

non vorrei che la mia domanda potesse sembrare stupida, ma è davvero qualcosa che è insita nel mio cervello e non ne vengo a capo: fin da quando ero piccola, ma parliamo anche di 3-4 anni, ero solita, in effetti, “ciucciare” dei tovaglioli di stoffa che mia madre conserva in un cassetto in cucina e che ancora oggi hanno un odore per me davvero buono, mi fa venire l’acquolina in bocca.

Io penso sia semplicemente odore di chiuso misto all’odore di detersivo, ma solo quei tovaglioli profumano così. Mia mamma non mi ha mai detto nulla quando mi vedeva fare quella cosa, anche perché mi rilassava un sacco. Crescendo ho cominciato a non farlo più perché lo considero strano, ma ancora oggi quando apro quel cassetto e sento quell’odore buonissimo (per me) mi viene voglia di “mangiare” quei tovaglioli. Anche solo mettermi ad odorarli mi inebria totalmente i sensi.

Vivo la mia vita normalmente dimenticando che esista quel cassetto, ma non posso negare di avere questa sorta di fetish olfattivo ed è davvero strano, può esserci una spiegazione a qualcosa del genere?


1 Risposte
dr Federico Baranzini Staff ha risposto 4 settimane fa
Gentile Francesca,
tutti noi abbiamo nella nostra memoria odori inconfondibili che riconosceremmo tra mille e ai quali colleghiamo esperienze e sensazioni passate particolari e spesso “sognanti”. La memoria olfattiva è la prima che si sviluppa nel neonato e la più radicata nel nostro cervello. Non è un caso, ben spiegabile con basiche nozioni etologiche. Ma gli odori vengono poi “investiti” dalla nostra mente di affetti, ricordi, desideri soddisfatti oppure no, piaceri e frustrazioni. Nel suo caso appare evidente che l’odore di quei tovaglioli evoca in lei  una risposta regressiva estremamente piacevole (li annusa e li ciuccia come fossero i capezzoli della mamma) e tranquillizzante, allo stesso modo come accade ad un piccolo cucciolo di umano che coccolato e nutrito tra le braccia della madre, si calma e appisola soddisfatto e appagato.
Nulla di strano insomma, ma l’emergere di una traccia affettivo-sensoriale arcaica che ancora riemerge sorprendendola e riportandola in un lampo al quel “allóra e là” quando sognava di essere un tutt’uno con la sua mamma. 
Un cordiale saluto
Federico Baranzini


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