Sospensione Lamictal

Sospensione Lamictal

Domande & RisposteCategoria: PsicofarmaciSospensione Lamictal
Claudia ha scritto 4 settimane fa
Buongiorno,

scrivo perché sono in un momento di forte difficoltà.

Assumevo il Lamictal da diversi anni dopo che mi fu diagnosticata una sindrome ansiosa depressiva con temperamento ciclotimico.
Inizialmente, lo assumevo assieme al Rivotril a causa di un’insonnia costante. Pian piano, ho scalato ed eliminato il Rivotril che mi dava molta sonnolenza.
Negli ultimi tempi, sto provando a scalare ed eliminare il Lamictal, ma si è sviluppata una vera e propria paura. Il Lamictal mi aveva fatto dimagrire ed ho paura togliendolo di riprendere peso, così come ho paura di perdere il controllo senza Lamictal. È come se fosse diventato la mia ancora.
Inoltre, si è ripresentata l’insonnia.
Potrebbe essere un effetto dato dalla sospensione del farmaco? Vi sono dei rischi nel sospenderlo?

Grazie


1 Risposte
dr Federico Baranzini Staff ha risposto 3 settimane fa
Gentile Claudia,
 
la ringrazio per la sua domanda che mi permette di affrontare un tema non sempre valutato, quello della gestione dei farmaci stabilizzatori dell’umore e della loro gestione. 
 
Questi farmaci sono una categoria “prestata” alla psichiatria dalla neurologia dove sono molto impiegati da tempo per le loro capacità e proprietà di antiepilettici. Sono cioè delle molecole in grado di placare quell’intensa attività di eccitazione elettrica fuori controllo che caratterizza la malattia epilettica e che è responsabile delle famose scosse e convulsioni epilettiche. 
 
Questo farmaci agiscono sul canale del GABA in un recettore tutto a loro dedicato simile a quello su cui agiscono le benzodiazepine quali per esempio clonazepam, principio attivo del Rivotril. 
 
Sono farmaci sicuri e ben collaudati in grado di apportare grandi vantaggi al paziente se ben gestiti. Qui è il punto critico, devono essere ben gestiti dal medico nella loro azione e interazione con il paziente: la loro prescrizione deve essere sempre accompagnata da una corretta informazione e preparazione del paziente che deve sapere a cosa servono e che effetti collaterali potrebbero incontrare, oltre ovviamente avere bene chiaro i motivi per cui il proprio curante reputa utile utilizzare proprio tale tipologia di farmaco. 
 
Lamictal contiene Lamotrigina un principio attivo indicato nel trattamento del Disturbo Bipolare in particolare con specifica indicazione nei casi con prevalenza di crisi depressive. Essendo l Disturbo Ciclotimico il “cuginetto” in senso psicopatologico del disturbo bipolare, tale farmaco può essere utilizzato anche in questa casistica. 
 
Ciò che lei descrive non è rappresenta una reazione sporadica o isolata, ma spesso proprio per la loro efficacia questi farmaci fanno si che, alla stregua di altri farmaci molto e velocemente efficaci come le benzodiazepine, il paziente si senta sicuro e “protetto” dal loro utilizzo. Questa sorta di effetto, chiamiamolo, di “coperta di Linus” può in realtà verificarsi con tutti i tipi di farmaci che inducono un beneficio tangibile per il paziente che all’idea di dismetterlo può incontrare delle resistenze psicologiche.
 
La dismissione di questa categoria di farmaci deve avvenire sempre molto lentamente e a passi graduali evitando “salti” di dosi o sospensioni brusche. Tali evenienze potrebbero infatti esporre il paziente ad effetti da sospensione di tipo umorali e neurologici come per esempio la comparsa, in soggetti predisposti, di vere e proprie crisi convulsive. Ecco perchè in tutti i foglietti illustrativi viene espressamente dichiarata la necessità di evitare sospensioni da un giorno all’altro.
 
Non mi risultano specifici effetti sul peso di tale molecola, lamictal, mentre invece è noto che possa indurre specie all’inizio del trattamento una certa sonnolenza. 
 
Le consiglio di procedere molto lentamente, soprattutto se vi sono tali paure e effetti da sospensione anche solo presunti. Più lentamente si procede meglio è. E non scordi ovviamente di aggiornare il suo medico e di confrontarsi sempre con lui. 
 
Un cordiale saluto
 
Federico Baranzini 


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