Scalare PAROXETINA e CLONAZEPAM

Scalare PAROXETINA e CLONAZEPAM

Lucia asked 3 settimane ago

Buomasera Dottore,

soffro di attacchi di panico e ansia da 20 anni ho fatto varie cure e psicoterapia. Dopo uno splendido periodo prima del covid viaggiavo e facevo una vita normale anche se assumevo SEREUPIN 20mg e XANAX rp .

Da 4 anni sto scalando STILIDEN che da 40 gocce cioè 20mg sono arrivata a 1 goccia da 1 giorno inoltre da 1 anno assumo 1mg di RIVOTRIL la mattina ore 8:00, 0,25mg alle 14:00 e 0,5 mg alle 22:00.

Secondo lei è giusto che 1 goccia di stiliden la tolgo totalmente fra 4 mesi? Inoltre vorrei una gravidanza con RIVOTRIL ci sono problemi? Inoltre secondo lei dovrei scalare rivotril? E come si scala rivotril?

Grazie se risponderà

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1 Risposte
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dr Federico Baranzini Staff answered 2 settimane ago

Buonasera Lucia,
La ringrazio per aver condiviso la sua storia e le sue preoccupazioni.

La sua domanda riguarda specificamente la gestione della terapia farmacologica in relazione al desiderio di una gravidanza e al processo di riduzione graduale (o "scalata") dei farmaci che sta assumendo, in particolare lo Stiliden (paroxetina) e il Rivotril (clonazepam).

Riguardo alla sua domanda sulla rimozione dell'ultima goccia di Stiliden, la decisione di interrompere completamente un farmaco deve essere presa con attenzione, tenendo conto della sua storia clinica, della risposta al trattamento fino a quel momento e della stabilità dei suoi sintomi. La riduzione molto graduale che ha seguito finora sembra essere stata gestita con cautela, il che è positivo. Quattro mesi per l'eliminazione dell'ultima goccia potrebbero essere un lasso di tempo adeguato per consentire al suo sistema di adattarsi, ma questa è una decisione che deve essere presa insieme al suo medico, considerando come si sente durante il processo di riduzione.

Personalmente quando si tratta della PAROXETINA preferisco procedere molto lentamente consigliando ai miei pazienti tempi molto dilatati proprio per le caratteristiche della molecola, nota per posserere una emivita breve.

Il Rivotril, noto anche come clonazepam, rientra nella categoria di gravidanza B3 secondo la Therapeutic Goods Administration (TGA) australiana e non è stato assegnato a una categoria dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense. Questo significa che non vi sono dati a sufficienza per definirne la tossicità in gravidanza.

Alcuni studi suggeriscono un aumento del rischio di labiopalatoschisi associato all'esposizione nel primo trimestre alle benzodiazepine, compreso il clonazepam. Inoltre, alcuni bambini le cui madri hanno fatto uso di clonazepam durante la gravidanza hanno mostrato segni di astinenza, tra cui irritabilità, incapacità di dormire e convulsioni. Inoltre, alcuni bambini le cui madri hanno fatto uso di clonazepam durante la gravidanza hanno mostrato segni di astinenza, tra cui irritabilità, incapacità di dormire e, in rari casi, convulsioni.

Se sta considerando una gravidanza, è cruciale discutere con il suo medico la gestione del trattamento con Rivotril, poiché potrebbe essere consigliabile modificare la terapia o scalare il farmaco prima del concepimento, sempre sotto supervisione medica.

La riduzione del Rivotril, come per la maggior parte dei farmaci ansiolitici, dovrebbe essere effettuata molto gradualmente per minimizzare i sintomi da astinenza o il ritorno dei sintomi ansiosi. Il processo specifico di riduzione dipenderà dalle alcune circostanze compresa: la dose corrente, quanto tempo ha assunto il farmaco, e la sua risposta al processo di riduzione. Questo processo deve essere personalizzato e monitorato da un medico, che può fornire indicazioni precise su come ridurre lentamente la dose in modo sicuro.

In casi simili ai suoi che ho avuto modo di seguire, il decalage di farmaci come lo Stiliden e il Rivotril sono state accompagnate da un supporto psicoterapeutico continuo, che ha fornito un ulteriore strumento per gestire l'ansia e gli attacchi di panico durante il periodo di transizione. In alcuni casi è stato utile associare tmeporaneamente degli integratori che hanno reso meno cruento e sintomatico l'abbandono dei medicinali.
Mi auguro che queste informazioni le siano utili e che possa trovare il percorso terapeutico più adatto per raggiungere il suo obiettivo di maternità in sicurezza e serenità.

Cordiali saluti,

Federico Baranzini

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