Quanto rimane in corpo un psicofarmaco?

Quanto rimane in corpo un psicofarmaco?

Donatella asked 2 mesi ago

Carissimo dottor Baranzini,

è da un anno che il mio psichiatra cerca una molecola per me. Soffro d'ansia con lieve depressione che anni fa curai con entact ed andò tutto bene. L'anno scorso 2021 a causa del vaccino moderna mi ritornò l'ansia e mi hanno iniziato a dare 4 tipi di antidepressivi. Ho ripreso entact ma nulla, poi ezequa da 30 e nulla e inoltre il daparox ma ho avuto brutti effetti collaterali portati per 2 mesi. Infine mi è stato data efexor da 37 5 .

Mi ha tolto molta ansia ma ero apatica. Abbiamo aumentato a 75 ma nulla, sono quindi tornata a 37,5. Inoltre non le dico quanti ansiolitici ho preso e ora prendo solo 6 gocce di en la sera per dormire. Scocciata di non star bene ho chiesto al mio dottore se potessi togliere efexor da 37 5 preso da 7 mesi. Lui accordò e io dal 25 maggio ho iniziato a scalare. Mi ha detto per 20 giorni di prendere la capsula un giorno si ed uno no e poi per 7 giorni uno si e due no e poi sospendere. Ho passato l'inferno, vertigini nausea e un po' d'ansia. Per due settimane cosi.

Ora è sparita ma ho un po' di pensieri e rimugini inoltre un po' di tristezza. La sera invece sto benissimo, inoltre faccio le cose, esco , cammino ma non sono vitale.. inoltre ho iniziato un percorso di psicoterapia cognitiva comportamentale da un mese.

Dottore, questi sintomi per lei saranno causa dei farmaci ancora in corpo?

Ne ho presi tanti in un anno perciò lei che dice? Io, non accetto gli psicofarmaci, la mia mente li nega.. cosa devo fare?

Tenere duro? Arriverà la luce?l

1 Risposte
dr Federico Baranzini Staff answered 1 mese ago

Gentile Donatella,

gradirei iniziare a risponderle introducendo una distinzione: la durata della permanenza di una molecola nell'organismo è cosa differente dalla durata degli effetti. Gli antidepressivi in particolare hanno dimostrato di possedere quello che potremmo chiamare effetto sinaptico (come tutti i farmaci), un effetto di down-regulation sinaptica e un effetto plastico che si sviluppa con il tempo e produce la comparsa di nuovi dendriti cellulari, esito di una funzione modulatrice sui neuroni. Questo spiega come vi possano essere degli effetti immediati o quasi immediati all'assunzione come quelli collaterali, effetti a medio termine come quelli propriamente terapeutici antidepressivi e infine quelli a lungo termine esito dell'effetto neuroplastico sulle reti neuronali corticali.

La presenza di una molecola nell'organismo dipende da svariati fattori, ma sicuramente uno tra i più impostanti è l'emivita di un farmaco ovvero il tempo medio necessario perchè la concentrazione ematica della molecola non si riduce della metà. VENLAFAXINA ha una emivita relativamente breve (5 ± 2 ore e 10 ± 2 ore per i metaboliti attivi) per cui  in 24 ore la concentrazione di molecola si è praticamente più che dimezzata.

La velocità di dismissione di una molecola determina anche la probabilità di insorgenza degli effetti collaterali: più repentina e veloce sarà la sospensione e maggiore sarà la probabilità di avere problemi. Personalmente non consiglio la tecnica dei giorni alterni come da lei descritta perchè in alcuni paziente scatena effetti di rimbalzo. Prediligo sempre un decalage graduale e regolare, senza salti o accelerazioni.

Sostengo sempre un approccio positivo e fiducioso, pertanto la invito a tenere duro e a perseverare. E' solo una questione di tempo.

Un cordiale saluto
Federico Baranzini

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