Paroxetina opinioni forum
Buongiorno Dott. Baranzini e buongiorno a tutti,
sto valutando l’inizio di una terapia con paroxetina per affrontare problemi di ansia generalizzata e attacchi di panico, che ormai compromettono la mia quotidianità da diversi mesi.
Ho letto molte cose online e su alcuni famosi forum, alcune positive e altre decisamente preoccupanti, specialmente sui possibili effetti collaterali e sulla difficoltà nell’interrompere il trattamento.
Vorrei chiedere a chi già utilizza o ha utilizzato questo farmaco, e soprattutto a lei Dott. Baranzini, del quale ho apprezzato molto online le recensioni sulla sua grande disponibilità a spiegare con pazienza e precisione aspetti terapeutici che spesso altri professionisti non approfondiscono. Ho letto inoltre che ha ricevuto il Premio PERLA per la medicina narrativa, non mi stupisce.
Vorrei chiedere:
- Quali sono stati gli effetti benefici più evidenti?
- Avete avuto effetti collaterali significativi? Se sì, sono durati a lungo?
- Qualcuno ha avuto esperienze difficili o particolarmente positive con la sospensione?
Sono grata a chi vorrà condividere la sua esperienza, e in particolare al Dott. Baranzini, poiché mi sarebbe molto utile per chiarirmi le idee.
Grazie mille in anticipo!
Franca Maria
Gentile Franca Maria,
la ringrazio innanzitutto per le sue parole di apprezzamento, e comprendo perfettamente i suoi timori e la sua esigenza di chiarire dubbi prima di intraprendere un trattamento come quello con paroxetina.
Mi fa piacere abbia citato il premio PERLA 2025 di cui sono particolarmente contento.
La Paroxetina è un antidepressivo appartenente alla classe degli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) ed è frequentemente utilizzata nel trattamento del disturbo d’ansia generalizzata, degli attacchi di panico e della depressione.
Il suo effetto si basa sull’aumento della disponibilità di serotonina, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione dell’umore e dell’ansia.
Molti pazienti riferiscono un netto miglioramento della qualità della vita, con una riduzione significativa degli attacchi di panico e dei livelli di ansia già dopo alcune settimane.
Diverse testimonianze online, per esempio su piattaforme come Meamedica.it o Reddit, descrivono l’esperienza con frasi come “mi ha salvato la vita” o “dopo un inizio difficile, sono tornata a essere me stessa”.
Naturalmente, non si tratta di esperienze universali: vi è sempre una grande variabilità individuale.
Per quanto riguarda gli effetti collaterali, sono abbastanza comuni durante le prime settimane di trattamento e includono nausea, disturbi del sonno, senso di stanchezza, aumento temporaneo dell’ansia o della sudorazione.
Nella maggior parte dei casi questi sintomi tendono ad attenuarsi con la prosecuzione della cura. Un altro tema spesso sollevato, come lei giustamente sottolinea, riguarda gli effetti sulla sfera sessuale e l’aumento di peso.
Alcuni pazienti riferiscono una riduzione della libido o difficoltà nell’orgasmo, mentre altri non segnalano cambiamenti rilevanti. Anche in questo caso, la risposta individuale può variare molto.
La fase della sospensione, se e quando si arriva a quella decisione, va affrontata con cautela. La paroxetina ha una breve emivita, il che la rende più soggetta a causare sintomi da sospensione rispetto ad altri SSRI. Tali sintomi possono includere vertigini, “scosse” alla testa (i cosiddetti brain zaps), irritabilità o insonnia.
Per questo è fondamentale che la sospensione avvenga gradualmente, sotto controllo medico, e con un piano condiviso.
Le esperienze più positive si osservano spesso nei pazienti che associano il trattamento farmacologico a un percorso psicoterapeutico: questa combinazione può offrire benefici più stabili e duraturi nel tempo.
Ho preparato una tabella riassuntiva che sintetizza i principali vantaggi e svantaggi della paroxetina, basandomi sulle esperienze cliniche e sulle testimonianze dei miei pazienti. Spero possa esserle utile per avere una visione più chiara e completa.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Efficacia nel trattamento dell’ansia e degli attacchi di panico | Effetti collaterali iniziali: nausea, vertigini, insonnia, aumento temporaneo dell’ansia |
| Miglioramento dell’umore nei disturbi depressivi | Disfunzioni sessuali: calo della libido, difficoltà nell’orgasmo, disfunzione erettile |
| Benefici evidenti in molti pazienti: alcuni riportano un ritorno alla normalità | Aumento di peso: segnalato da diversi pazienti durante il trattamento |
| Utilizzo a lungo termine: efficace nel mantenimento della stabilità emotiva | Difficoltà nella sospensione: sintomi da astinenza come vertigini, irritabilità, “brain zaps” |
| Efficacia potenziata se associata a psicoterapia | Variabilità individuale: risposta al trattamento e tollerabilità possono variare significativamente tra i pazienti |
Quindi la paroxetina rappresenta una possibilità terapeutica valida ed efficace per molte persone, ma come ogni trattamento richiede attenzione, personalizzazione e un dialogo continuo con il medico curante.
Le consiglio di affrontare l’eventuale inizio della terapia con serenità, preparandosi a monitorare con attenzione l’andamento iniziale e senza trascurare l’aspetto psicoterapeutico del percorso.
Resto a disposizione se volesse approfondire ulteriormente.
Un cordiale saluto,
Federico Baranzini
Buongiorno,
assumo la paroxetina 40 mg per disturbo ossessivo e ipocondria. Funziona abbastanza bene, anche se ho dovuto aspettare quasi tre mesi per vedere i benefici.
Per quanto riguarda gli effetti collaterali, non ne ho. L’unica cosa che mi è aumentato il peso (non tanto), ma non posso dire con certezza se sia dovuto al farmaco, perché ultimamente mangio anche abbastanza male. 😁
Gentile Sargis,
la ringrazio per il suo messaggio.
Sono lieto che la paroxetina stia mostrando benefici per il disturbo ossessivo e l’ipocondria, anche se a volte, come ha giustamente notato, può essere necessario un periodo piuttosto lungo prima di osservare risultati concreti.
Per quanto riguarda l’aumento di peso, è vero che la paroxetina può talvolta favorire un lieve incremento ponderale, ma non è sempre facile distinguere quanto sia legato direttamente al farmaco e quanto invece a cambiamenti nello stile di vita o nelle abitudini alimentari, come nel suo caso. L’importante è esserne consapevoli, senza colpevolizzarsi: capita spesso che, quando si inizia a stare meglio, anche l’appetito e il piacere del cibo aumentino.
Se dovesse accorgersi che il peso tende a salire ulteriormente nel tempo, può essere utile cercare di riequilibrare gradualmente l’alimentazione o incrementare un po’ l’attività fisica, sempre senza imposizioni rigide. In ogni caso, continui pure a monitorare la situazione, ma senza eccessive preoccupazioni.
Cordiali saluti
Federico Baranzini
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replied 8 mesi ago
Buonasera.
Io sto assumendo paroxetina da 17 giorni per Ansia e Depressione, (ci soffro da 15 anni circa e ho assunto nel tempo la sertralina e poi la fluvoxamina) i primi 6 giorni da 10 mg, e da 9 giorni a 20 mg…
La sera 20 gocce di Xanax prima di andare a dormire…praticamente i miei sintomi si sono intensificati, tanti effetti collaterali, nausea, poco appetito,vertigini, giramenti di testa, costipazione, vista offuscata, non riesco a concentrarmi, ansia tremenda la mattina, insonnia (che già di base ci soffro), bocca secca, apatia totale, umore sotto zero, disinteresse per tutto ciò che mi piaceva ecc ecc…tutto questo h24.
So che è ancora presto per dare una valutazione e trarre delle conclusioni, il dottore mi ha detto che la paroxetina è un ottimo farmaco e che bisogna aspettare ancora e di stare tranquillo che tutto passerà e inizierò a stare bene, ma ho una gran paura…
Nel frattempo sto facendo psicoterapia…speriamo in bene. A lei come va? 😊
Staff replied 7 mesi ago
Gentile Lion,
quello che racconta, purtroppo, non è raro nei primi giorni o settimane di terapia con antidepressivi come la paroxetina, specie se si è particolarmente sensibili ai cambiamenti chimici che questi farmaci producono. Spesso, proprio all’inizio, può verificarsi un temporaneo peggioramento dell’ansia, dell’insonnia e di altri sintomi già presenti, accompagnato dagli effetti collaterali tipici che lei descrive (nausea, vertigini, alterazioni dell’appetito, sensazione di “distacco” o apatia).
In genere, questi effetti tendono a ridursi gradualmente entro le prime 2-3 settimane, anche se, a volte, serve un po’ più di tempo perché la situazione si stabilizzi e si inizi a percepire un beneficio vero e proprio. È importante sapere che questa fase iniziale difficile non indica che la terapia sia sbagliata o che non funzionerà: il cervello ha semplicemente bisogno di adattarsi. Il fatto che stia affrontando il percorso anche con il supporto della psicoterapia è sicuramente un elemento prezioso e può favorire la ripresa.
Si dia ancora un po’ di tempo e non perda la fiducia: spesso, chi attraversa questa fase iniziale trova poi un giovamento reale dalla cura.
Federico Baranzini