Interrompere l’assunzione di SEREUPIN e XANAX per alterazioni epatiche

Interrompere l’assunzione di SEREUPIN e XANAX per alterazioni epatiche

Forum Domande & RisposteCategoria: Psicofarmaci, modalità d'uso ed effettiInterrompere l’assunzione di SEREUPIN e XANAX per alterazioni epatiche
Antonio asked 2 mesi ago

Salve,

ho 56 anni, è da circa trent'anni che faccio uso di psicofarmaci (XANAX e SEREUPIN), non ho mai tentato di smettere perchè stò bene e ho il terrore di avere gli stessi sintomi che avevo prima di iniziare ad assumerli.

Ho scoperto però ultimamente di avere il fegato un pò compromesso, premetto che in questi anni ho sempre un pò abusato di alcolici (vino e birra, raramente super alcolici), però penso che una parte di responsabilità sui danni al fegato sia dovuta anche all'assunzione di questi farmaci.

Come posso intraprendere un percorso di interruzione di questi psicofarmaci?

Ringrazio in anticipo e Saluti, Antonio

1 Risposte
dr Federico Baranzini Staff answered 2 mesi ago

Gentile Antonio,

la sua testimonianza dimostra -se ce ne fosse ancora bisogno- che questi farmaci sono molto sicuri anche dopo un lungo periodo di assunzione.

Non specifica che tipo di alterazioni avrebbe riportato al fegato ma desumo o immagino possa aver riscontrato la presenza di una lieve alterazione degli enzimi epatici quali AST e ALT o le GammaGT. Forse al più potrebbero averle riscontrato un fegato "grasso" altrimenti detto steatosico.

Certamente è previsto che in alcuni casi possano verificarsi tali alterazioni concomitanti all'uso di farmaci SSRI, in particolare, categoria a cui appartiene la molecola (PAROXETINA) contenuta nel SEREUPIN. Ma non è possibile escludere che vi siano state nel suo caso altre cause o concause per esempio come ipotizza lei stesso l'alcol. In particolare l'assunzione protratta di alcol può portare al alterazione degli enzimi e della GammaGT e alla lunga concorre alla formazione di steatosi epatica.

Le consiglio quindi come prima cosa di seguire un regime alimentare più attento e uno stile di vita più regolare e morigerato possibile. Questo le permetterà nel giro di 2-3 mesi di poter constatare, ripetendo gli accertamenti ematici o ecografici, il miglioramento e la sua eventuale entità. Magari scoprirà che il suo sacrificio è stato sufficiente e i farmaci non erano i primi indiziati come pensava.

Se invece i segni di sofferenza epatica non si saranno ridotti o solo parzialmente potrebbe prendere in considerazione come prima cosa una riduzione di dosaggio, fino anche alla sospensione. In tal caso come detto altre volte dovrà preferibilmente affidarsi all'aiuto e alla guida di un medico.

Se vuole ci tenga aggiornati

Un cordiale saluto

Federico Baranzini

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