Non so cos’ho! Mutismo selettivo o Fobia Sociale?

Non so cos’ho! Mutismo selettivo o Fobia Sociale?

Forum Domande & RisposteCategoria: Fobie e Disturbi Ossessivo CompulsiviNon so cos’ho! Mutismo selettivo o Fobia Sociale?
Ariel asked 7 mesi ago

Salve Dottore,

sono una ragazza di 28 anni ed è da tempo che credo di soffrire di mutismo selettivo. Ho perso mio padre all’età di 2 anni e smisi di parlare con tutti per circa 1 anno, anche con la mia famiglia.

Tutt’oggi con tante persone non riesco a parlare, sento un blocco dentro mentre con altre sono un’altra persona, più socievole, sicura di me. Ricordo che a scuola nonostante studiassi non riuscivo a esporre ai professori ciò che avessi studiato. Ora mi sento un po’ “migliorata” però tutt’oggi trovo difficoltà a parlare con le persone.

A lavoro, con i colleghi, mi isolo molto e il fatto di aver preso la decisione di volare all’estero non conoscendo bene la lingua, questo mi porta di più verso una chiusura. Vorrei sorpassare questa soglia perché sento di essere cambiata ma allo stesso tempo questo blocco, mi blocca. Per non parlare delle persone che continuamente mi dicono cose del tipo “non avrai parlato troppo?” O cose di questo tipo che mi irritano perché colpiscono dove è il mio punto debole.

Non so se mi sia spiegata. Vorrei ecco sapere se effettivamente, in base alle poche cose che ho scritto, io soffra di questo disturbo perché voglio migliorarmi, andare oltre il passato. Voglio che la me, la nuova me che sento dentro, esca fuori.

1 Risposte
dr Federico Baranzini Staff answered 7 mesi ago
Gentile Ariel,   da quello che ci racconta mi pare che il problema del mutismo, insorto in età infantile e dopo un gravissimo trauma, è stato risolto come accade nella maggior parte dei casi. Quello che descrive appare invece più come un problema di ansia sociale che in alcuni casi può arrivare a costituire una vera e propria fobia. Sottesa forse dal disagio di non essere a suo agio con gli estranei, di sentirsi osservata e giudicata ecc...   Tipicamente in questi casi si possono verificare episodi di comportamenti di "sfida" della propria paura (il volo all'estero? l'andare così lontana da casa dove parlano una lingua che non conosce?) per cui la persona si imbarca in imprese per lei molto temute e fonte di paura, ma necessarie in qualche modo per dimostrarsi di potercela fare. Meglio avere paura (anche tanta) "lanciandosi" che prendere atto di non farcela, no?   Forse la lingua nuova da imparare è proprio quella che ancora non sa di poter parlare per esprimere tutta Ariel! Cordiali saluti   Federico Baranzini    

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