Disturbo Ossessivo Compulsivo FORUM per aiuto online
Salve a tutti
sono Anna e scrivo da Bologna. Ho scoperto questo forum sul disturbo ossessivo compulsivo cercando aiuto online. Da dieci anni combatto con questo maledetto disturbo che mi rovina la vita.
Le mie ossessioni sono soprattutto per la simmetria e l’ordine, devo avere tutto perfettamente allineato o non riesco a respirare.
Poi ho pensieri che si ripetono in testa come un disco rotto e devo contare fino a 100 in pacchetti di 25 numeri in serie da 4 prima di fare qualsiasi cosa importante.
Ho fatto terapia anni fa e andava bene, ma ultimamente con il nuovo lavoro è tutto peggiorato. Mi sento stanca, sola e in colpa perché mio figlio di 6 anni vede che soffro. Non voglio che capisca e sopratuttto che glielo possa attaccare.
Qualcuno di voi ha trovato tecniche che funzionano davvero? Lei dott Baranzini cosa consiglia?
Ho paura di ricadere nel tunnel come anni fa.
Scusatemi se non sono molto chiara, è difficile spiegare certe cose.
Grazie a chi vorrà rispondermi.
Gentile Anna,
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza su questo FORUM;. Comprendo bene quanto possa essere faticoso convivere con sintomi così pervasivi e quanto il senso di colpa verso suo figlio possa aggravare la sofferenza.
Dalla sua descrizione emergono due componenti tipiche del Disturbo Ossessivo Compulsivo:
Ossessioni legate alla simmetria e all’ordine, accompagnate da una forte tensione interna finché la disposizione degli oggetti non è “perfetta”.
Compulsioni mentali di conteggio, strutturate in sequenze precise, che hanno lo scopo di ridurre l’ansia legata alle ossessioni.
Il peggioramento con il cambio di lavoro è un aspetto frequente: lo stress e le variazioni di routine possono riattivare o amplificare i sintomi.
Per quanto riguarda il trattamento, le evidenze scientifiche mostrano che l’approccio più efficace è spesso una combinazione di:
Psicoterapia specificamente mirata a ridurre le compulsioni e modificare la relazione con i pensieri ossessivi.
Supporto farmacologico con farmaci serotoninergici, da valutare caso per caso con uno specialista, soprattutto quando il disturbo è intenso o invalidante.
Pianificazione di strategie di gestione dello stress, che includano tecniche di respirazione, mindfulness o altre pratiche di regolazione emotiva.
Sul timore di “trasmettere” il disturbo a suo figlio, è bene ricordare che non si tratta di una trasmissione diretta come una malattia infettiva. Piuttosto, è utile lavorare per ridurre la visibilità dei rituali e promuovere modelli di gestione dell’ansia più funzionali. Questo è un obiettivo che può essere integrato nella terapia.
Se i sintomi stanno aumentando, non attenda perchè riprendere un percorso di cura ora può evitare che la situazione diventi più pesante.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti o approfondimenti.
Un caro saluto,
Federico Baranzini
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