Non so cosa mi succede

Non so cosa mi succede

laura asked 10 mesi ago

Vado da quasi un anno ormai da una psicologa, ma non sono ancora riuscita a capire cosa mi succede. Non ho mai avuto una diagnosi, ma è da molto tempo, quasi due anni, che sento sempre di più un peso. Mi sento in ansia per la maggior parte della giornata; spesso arrivo a non riuscire a respirare bene e inizio a piangere, sento un nodo alla gola.

Quando mi capita, sbaglio a sfogarmi: invece di respirare tranquilla, mi viene da graffiarmi con le unghie il braccio, senza una motivazione precisa. Un altro mio problema è quello di pensare veramente tanto; passo tutta la giornata a ripensare e ripensare, poi inizio a stare male perché mi faccio mille domande e non ricevo mai nessuna risposta. Per questo vorrei sapere cosa mi succede, vorrei almeno avere una specie di certezza.

Molte volte durante la giornata mi sento stanca, senza forze e depressa. Non ho voglia di fare niente, nemmeno le cose che ho sempre fatto. Cambio umore davvero facilmente: pensando molto, mi basta una semplice parola sbagliata detta da qualcuno o un semplice pensiero sbagliato per passare da felice e piena di euforia a chiudermi, non parlare con nessuno, diventare triste, fissare un punto disconnettendomi dal resto e iniziare a pensare ancora e ancora.

Spesso, per l’ansia, mi è successo di avere delle crisi (una delle cose di cui la mia psicologa mi ha dato certezza), o quando ripenso a mio padre che non c’è più, o quando faccio qualcosa che mi spaventa, o anche in casi più normali, in momenti di tutti i giorni.

Mi sento anche molto nervosa, così tanto da essermi fatta venire l’orticaria da stress. Con le mani, le gambe e i piedi non riesco mai a stare ferma; quando sono in una situazione di stress o ansia, è difficile farmi stare ferma.

1 Answers
dr Federico Baranzini Staff answered 10 mesi ago

Buongiorno Laura,

grazie di cuore per essersi raccontata con tanta sincerità e intensità. Le sue parole restituiscono bene il carico emotivo che sta vivendo, e non è da tutti riuscire ad aprirsi così, soprattutto quando si è immersi nella confusione e nel bisogno urgente di capire “cosa sta succedendo”.

Tutto ciò che ha descritto con tanta lucidità mi fa pensare a un quadro che, in termini clinici, si potrebbe collocare tra un disturbo d’ansia generalizzata con elementi depressivi e tratti di disregolazione emotiva. Alcune delle caratteristiche che emergono – come la facilità ai cambi d’umore, il sovraccarico mentale, l’irrequietezza, i comportamenti autolesivi leggeri (come i graffi), la vulnerabilità relazionale – potrebbero suggerire anche tratti di personalità sensibile ed emotivamente reattiva, e in certi casi compatibili con un profilo ansioso-emotivo accentuato.

È importante però non cadere nella trappola delle etichette. Il bisogno che lei esprime, quello di “avere una certezza”, è umano e legittimo, ma rischia di trasformarsi in una nuova fonte di ansia se diventa una ricerca compulsiva del “nome giusto”. Le diagnosi, quando sono utili, servono per dare un senso, tracciare una direzione terapeutica e indicare un percorso, non per incasellare o definire chi siamo.

È però fondamentale, alla luce di ciò che scrive, che la sua psicologa – se non l’ha già fatto – la aiuti a fare una valutazione psichiatrica specialistica, anche solo per un confronto e per escludere l’indicazione a una possibile terapia farmacologica di supporto, soprattutto se le crisi e l’irrequietezza diventano troppo frequenti o ingestibili.

Laura, è evidente che lei ha un mondo interno molto ricco e intenso, ma anche fragile in certi momenti. Le sue emozioni, forti e spesso difficili da contenere, sono espressione di una profonda sensibilità, che va ascoltata e aiutata a trovare forme nuove di espressione, senza farle male. È possibile imparare a stare con le proprie emozioni senza esserne travolti, ed è questo il senso più profondo del lavoro che sta facendo.

Continui ad avere fiducia nel percorso, ma non esiti a chiedere un sostegno più strutturato se sente che da sola (o con la sola psicoterapia) non riesce ad affrontare tutto. Anche questo è un gesto di cura verso sé stessa.

Cordiali saluti,

Federico Baranzini