Diagnosi di Disturbi Dissociativi errata?

Diagnosi di Disturbi Dissociativi errata?

Domande & RisposteCategoria: Disturbi di Personalità e CaratterialitàDiagnosi di Disturbi Dissociativi errata?
LUCIA ha scritto 2 mesi fa
Ho una figlia di 23 anni universitaria. Con il mio ex marito ho avuto una separazione molto complicata e mia figlia ci è passata dentro nel pieno della sua adolescenza.  Poi è andata a vivere a Torino per l’università. Sia la città che la vita da universitaria l’hanno molto delusa, ha trovato solo molta solitudine.

C’è da premettere che la nonna paterna era affetta da disturbi psichiatrici. Due anni fa ha cominciato ad avere dei sintomi: perdita di interesse per lo studio, non che fosse stato mai eccessivo, dormiva in continuazione. Ha iniziato una psicoterapia.

Durante questa psicoterapia lei si è “costruita” tutta una situazione di cui non ho riscontro come mamma: si è costruita un abuso sessuale da bambina che secondo me non c’è mai stato. Delle perdite di memoria ma lei ha sempre avuto una memoria di ferro. Questo era il suo trauma per il quale ha lavorato intensamente con lo psicoterapeuta. Intanto lei continuava con i suoi sintomi che la tenevano molto giù. E’ stata un poco meglio ma non bene. Intanto ha perso mesi importanti per l’università anche se quando tornava a casa col mio sostegno ha fatto qualche altro esame.

A gennaio scorso ha fatto una prima visita psichiatrica. A questi ha raccontato tutti i suoi sintomi, perdita di interesse per lo studio e per la vita, per la carriera  anche con pensieri suicidi. Ha raccontato di picchi di umore (per me banali euforie giovanili) e, a suo dire, di “eccessivi” progetti di vita come studiare in Inghilterra o voler fare la giornalista.

La diagnosi è stata disturbi dissociativi della personalità di tipo II.

La terapia con 5 mg di aripiprazolo e ansiolitici all’occorrenza.

La ragazza sempre “depressa” la porto da uno psichiatra mio amico che senza alcun dubbio le prescrive brintellix 5 gocce. Le cose vanno molto meglio ora la vedo “sorridere con gli occhi”. Anche se a giorni capita che dorme di più.

Quello che le vorrei chiedere è possibile che questa diagnosi sia sbagliata? Molto influenzata dalla consapevolezza dell’ereditarietà, molto caricata da mia figlia che, studiando su internet e conoscendo la sua situazione familiare e terrorizzata da ciò, ha fatto propri molti sintomi inesistenti. E’ possibile che si tratti soltanto di un periodo di depressione acuito dal fatto che si è convinta, aiutata molto dallo psicoterapeuta di essere prima bipolare e poi dissociata? Potrebbe smettere aripiprazolo?

Ringraziandola anticipatamente


1 Risposte
dr Federico Baranzini Staff ha risposto 1 mese fa

Buongiorno Lucia
se ho ben compreso sua figlia dopo un periodo di malessere (mai presentatosi prima in vita sua?) viene presa in carico da uno psicoterapeuta che formula una prima diagnosi di Bipolarismo e Disturbo Dissociativo (è così?). Successivamente la porta da uno psichiatra che conferma quindi la diagnosi di Disturbo Dissociativo, ma non quella di Bipolarismo. Infine (non ho capito perchè in vero) la porta da un secondo psichiatra suo amico (perchè ha sentito la necessità di specificarlo? Forse era spaventata dalle diagnosi fatte sino ad allora?) che non avrebbe emesso una diagnosi ma prescrive un antidepressivo lasciando supporre di aver riscontrato un quadro depressivo.

Riassumendo: una diagnosi di bipolarismo non confermata da altri specialisti, due diagnosi di disturbo dissociativo, una presunta ipotesi diagnostica di disturbo depressivo per cui viene prescritto e avviata una cura a base di antidepressivo.

Provo a rispondere alle sue domande.

Che la diagnosi fosse errata. Ma a quale diagnosi si riferisce? Sono  diagnosi che ricadono in due ambiti psicopatologici, quello dei disturbi dell’umore (bipolarismo e depressione) e del disturbo dissociativo. Per la prima esistono farmaci specifici che a seconda della fase umorale possono essere stabilizzanti dell’umore o antidepressivi. Per la seconda sono spesso indicati contemporaneamente sia una cura farmacologica che la psicoterapia.

Che si tratti solo di depressione. Può essere (io non lo posso sapere ovviamente e mai mi potrei sbilanciare nei riguardi di sua figlia) come no. Anche la depressione può associarsi in alcune persone a manifestazioni dissociative collegate alla memoria, di tipo depersonalizzanti o derealizzanti. Ma la cosa che non riesco bene a comprendere è come mai pensi che lo/la psicoterapeuta abbia “aiutato” sua figlia a convincersi di alcune cose. Cosa intende dire? Sua figlia sarebbe così fragile da essere  manipolata o influenzata a tal punto da arrivare a convincersi di cose non accadute? Questo passaggio non mi è chiaro. Anche perché purtroppo la maggior parte dei traumi infantili di natura sessuale (abuso o molestie) accadono senza che i genitori se ne accorgano.

Sulla sospensione del farmaco non posso proprio pronunciarmi. Deve necessariamente rivolgersi al collega che lo ha prescritto sulla base di una valutazione psicopatologica.

Spero di averle in qualche modo risposto, altrimenti sa dove trovarmi.

Cordiali saluti

Federico Baranzini


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