Dipendenza da Xanax
Buongiorno dottore,
siamo due genitori preoccupati per nostra figlia che assume, ormai da diversi anni, quantità smodate di XANAX (in alcuni periodi anche una confezione al giorno). Volevamo informazioni per come intraprendere una disintossicazione efficace e il tipo di percorso psicologico da intraprendere per evirare ricadute.
Buongiorno,
comprendo la vostra preoccupazione per vostra figlia e l'uso prolungato eccessivo di Xanax (alprazolam). Come psichiatra posso fornirvi alcune informazioni generali riguardo alla disintossicazione da Xanax e al percorso psicologico per evitare ricadute.
La disintossicazione da Xanax richiede una strategia "olistica" che coinvolga sia l'aspetto fisico che quello psicologico. È importante sottolineare che la disintossicazione da benzodiazepine, come Xanax, deve essere gestita sotto la supervisione e la guida di un professionista sanitario qualificato, come uno psichiatra o un medico specializzato nella disintossicazione:
1. Valutazione medica: Il primo passo consiste in una valutazione medica completa della situazione di vostra figlia. Sarà fondamentale stabilire la gravità del suo utilizzo di Xanax, monitorare eventuali sintomi di astinenza e valutare il suo stato di salute generale.
2. Graduale riduzione del dosaggio: La disintossicazione da Xanax richiede una riduzione graduale del dosaggio per evitare sintomi di astinenza e minimizzare il disagio durante il processo. Il medico stabilirà un piano di riduzione del dosaggio personalizzato, tenendo conto della quantità e della durata dell'uso di Xanax da parte di vostra figlia.
3. Intervento psicologico: Il percorso psicologico è fondamentale per affrontare le cause sottostanti dell'uso eccessivo di Xanax e per prevenire ricadute. ecco perchè è importante contattare uno psicoterapeuta specializzato nelle dipendenze, in quanto può fornire sostegno emotivo, insegnare strategie di gestione dello stress e promuovere la consapevolezza delle emozioni e dei pensieri che potrebbero influenzare il comportamento di vostra figlia.
4. Supporto familiare: Il coinvolgimento della famiglia nel percorso di disintossicazione e recupero di vostra figlia è estremamente importante. Il sostegno emotivo e la comprensione da parte vostra possono giocare un ruolo significativo nel motivarla e nel promuovere una migliore aderenza al trattamento.
È fondamentale ricordare che ogni individuo è unico e il percorso di disintossicazione e recupero può variare da persona a persona. È consigliabile cercare una consulenza specialistica specifica per la situazione di vostra figlia, in modo che un professionista possa valutare la situazione in modo completo e personalizzato.
Auguro il meglio a voi e a vostra figlia nel percorso di disintossicazione e di recupero.
Cordiali saluti,
Federico Baranzini
Buona sera prendevo 28 gocce al giorno di Xanax per diversi anni. Dai primi di novembre dell’anno scorso ho diminuito gradualmente 1 goccia a settimana,ora sono a 6 gocce più o meno non sento una grande astinenza.,forse ogni tanto un cambiamento d’umore. Arrabbiarsi si quando sono saturo. Dormire ho sempre dormito poco dalla età di 30 anni. Spero di riuscire ad eliminarlo per sempre
Gentile Domenico,
anzitutto complimenti per l’impegno e la determinazione con cui sta affrontando la riduzione graduale dello Xanax (alprazolam). Considerata la dose iniziale significativa e la durata pluriennale dell’assunzione, la riduzione progressiva che sta adottando è senz’altro quella corretta e raccomandata.
I lievi cambiamenti d’umore, l’irritabilità episodica e le difficoltà occasionali che descrive, sono del tutto normali in questa fase e rientrano nel quadro tipico dei sintomi da sospensione graduale di benzodiazepine. È confortante sapere che al momento non riscontra significativi sintomi di astinenza, segno che il suo organismo si sta adattando bene al percorso intrapreso.
Dato che ora si trova a sole 6 gocce, le consiglio di proseguire con la stessa prudenza che ha avuto finora, mantenendo ritmi molto graduali nella riduzione (ad esempio proseguendo con 1 goccia in meno ogni 7-10 giorni o anche rallentando ulteriormente se necessario), sempre sotto la supervisione del suo medico curante o di uno specialista psichiatra.
Potrebbe essere utile integrare delle tecniche di rilassamento, attività fisica moderata o altri interventi non farmacologici per favorire un miglior riposo e stabilizzare ulteriormente l’umore durante questa delicata fase finale di sospensione.
Le auguro di proseguire serenamente in questo percorso: la determinazione che mostra è la migliore alleata per raggiungere il suo obiettivo.
Cordialmente,
Federico Baranzini