Escitalopram per la Disforia Premestruale

Escitalopram per la Disforia Premestruale

ILARIA asked 1 mese ago

Buongiorno,

vorrei sapere se ENTACT (Escitalopram) è particolarmente indicato per curare la sindrome disforica premestruale o se secondo lei sono più efficaci altri SSRI.

Grazie

1 Risposte
dr Federico Baranzini Staff answered 4 settimane ago

Buongiorno Ilaria,

la ringrazio per la domanda che ci permette di trattare un tema poco rappresentato nel forum.
Prima mi permetta una introduzione al problema.

Il disturbo disforico premestruale (PMDD) (sul quale ho scritto un articolo consultabile sul mio blog) è costituito da un insieme di sintomi affettivi, comportamentali e somatici che ricorrono mensilmente durante la fase luteale del ciclo mestruale. Il disturbo colpisce il 3-8% delle donne mestruate e rappresenta l'estremità più grave e invalidante dello spettro dei disturbi premestruali, che comprende la sindrome premestruale e l'aggravamento premestruale di un disturbo affettivo sottostante.

Sebbene l'esatta patogenesi della PMDD sia ancora sconosciuta, il trattamento della PMDD e della sindrome premestruale grave  è incentrato sulla neuromodulazione tramite antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina e sulla soppressione dell'ovulazione mediante vari contraccettivi e preparati ormonali.
Vado quindi al punto della sua domanda, SI, ESCITALOPRAM è indicato e viene usato a tale scopo. Su di esso esiste anche del materiale di letteratura, proprio per il disturbo Disforico.

Un ricercatore, tale Eriksson e il suo team (a cui la rimando qui sotto) ha riscontrato che, confrontando 10-20 mg di escitalopram, la dose da 20 mg era superiore nel ridurre i sintomi premestruali di umore e ansia soprattutto nel regime di assunzione intermittente.

[Articolo in inglese: Eriksson E, Ekman AP, Sinclair S, Escitalopram administered in the luteal phase exerts a marked and dose-dependent effect in premenstrual dysphoric disorder. J. Clin. Psychopharmacology 28(2), 195–202 (2008).]

Approfondisco riportandole che in uno studio di meta-analisi è stata riscontrata con buona evidenza che anche  basse dosi di SSRI hanno effetto, tuttavia le dosi moderate, quindi più alte delle minime, sono state generalmente associate a effetti più consistenti e a un tasso di risposta più elevato.

È stato inoltre dimostrato che una dose più elevata di SSRI può essere più efficace in un regime di dosaggio intermittente.

Si consulti con il suo medico o specialista per capire come intervenire in termini di molecola, politerapia e modalità di assunzione.

Un cordiale saluto
Federico Baranzini

La tua risposta