Sertralina versus Vortioxetina in anziano

Sertralina versus Vortioxetina in anziano

Forum Domande & Risposte di PsichiatriaCategory: Depressione nell’AnzianoSertralina versus Vortioxetina in anziano
Isabella asked 7 mesi ago

Buongiorno Dottore,

complimenti per la Sua pagina web molto dettagliata e l’aiuto che fornisce a distanza.

Mi aiuterebbe conoscere il Suo parere sulla situazione di mia madre, di 88 anni, che vive un periodo di depressione da qualche mese. Chiarisco che mia mamma ha una “predisposizione ” alla depressione fin da giovane adulta, e che fino a circa 10 anni fa ha gestito senza farmaci questi periodi depressivi. Nel penultimo periodo depressivo (2021) ci e’ voluto peró un anno prima che si riprendesse veramente, nonostante ecitalopram per 4 mesi, poi duloxetina con clomipramina per 8 mesi.

Questa volta la nuova psichiatra ha prescritto la sertralina (1 settimana da 25 mg poi 50 mg); sono passate solo 2 settimane dall’inizio della cura, ma i sintomi si sono purtroppo aggravati: forte magone nella pancia il mattino, grossa ansia tutto il giorno, nessuna gioia di vivere, poca voglia di mangiare… mia madre si sforza a continuare una routine normale (legge anche se si stanca velocemente e non riesce a concentrarsi come prima, e la porto a passeggiare con me tutti i giorni, risponde ai messaggi e telefonate delle sue numerose amiche e conoscenti) ma il fatto di star peggio preoccupa lei e me (sappiamo che per star meglio ci vuole circa 1 mese, ma star peggio di prima dell’inizio del trattamento e’ molto frustrante ed aumenta l’ansia).

Una sua amica di 64 anni assume la vortioxetina da diverso tempo con ottimi risultati. Ho anche letto ció che Lei ha scritto su questa molecola (farmaco multimodale usato anche negli anziani che favorisce la riduzione dell’ansia e migliora le funzioni cognitive leggere….) e mi chiedo se sarebbe bene passare dalla sertralina alla vortioxetina nel prox futuro, Lei cosa ne pensa? Grazie infinite per una Sua opinione. Cari saluti.

1 Answers
dr Federico Baranzini Staff answered 7 mesi ago

Buongiorno Isabella,

la ringrazio sinceramente per aver scritto e per le sue parole di apprezzamento. Non è facile, soprattutto in età avanzata, affrontare una depressione.

Il suo dubbio principale riguarda l’opportunità di continuare con la sertralina o valutare, più avanti, un passaggio alla vortioxetina, avendo sentito parlare positivamente di quest’ultima.

Parto col dirle che, nel mio lavoro clinico, ho spesso seguito pazienti anziani con quadri simili e so bene quanto la depressione in età avanzata possa essere insidiosa, non solo per i sintomi dell’umore ma anche per l’effetto che ha sulle funzioni cognitive, sull’energia vitale e sull’equilibrio complessivo della persona. Non è raro che nei primi giorni o settimane dopo l’inizio di un antidepressivo, in particolare un SSRI come la sertralina, si assista a un peggioramento temporaneo dell’ansia. Questo accade perché il farmaco comincia a modulare l’attività serotoninergica in aree cerebrali sensibili al controllo dell’ansia, ma l’effetto ansiolitico vero e proprio arriva più tardi.

Quindi, due settimane sono ancora un tempo troppo breve per giudicare l’efficacia definitiva della sertralina, soprattutto in una persona molto anziana, dove la risposta può essere più lenta e più graduale.

Quanto alla vortioxetina, è vero che è un farmaco interessante e promettente, soprattutto per i pazienti anziani. È un antidepressivo multimodale, come ha giustamente letto, che ha effetti positivi non solo sull’umore ma anche su funzioni cognitive leggere, come memoria, attenzione, velocità di pensiero. In pazienti molto anziani con episodi depressivi recidivanti e un vissuto di “appannamento” mentale, in particolare se l’ansia è significativa, la vortioxetina si è rivelata, in alcuni casi che ho seguito, ben tollerata e discretamente efficace, anche in monoterapia. In pazienti con un buon profilo organico, cioè senza gravi comorbidità internistiche, si preferisce iniziare con molecole più collaudate, come appunto la sertralina.

Se un caso come quello di sua madre lo avessi in cura io, proverei a monitorare l’andamento con la sertralina ancora per almeno 3-4 settimane, osservando se l’ansia comincia a ridursi, anche in considerazione del discreto funzionamento globale di sua madre. Se ciò non accadesse, o se comparissero effetti collaterali non tollerabili, valuterei il passaggio alla vortioxetina, magari con un piano di switch graduale, anche in base alla tollerabilità complessiva e alla presenza di altre patologie o farmaci in uso. Va inoltre sempre tenuto in considerazione il delicato equilibrio farmacologico dell’anziano, e dunque ogni decisione dovrebbe essere ben ponderata con lo psichiatra che la sta seguendo.

Le confermo che non c’è nulla di strano nel fatto che all’inizio del trattamento l’ansia possa aumentare, ma comprendo benissimo quanto questo sia frustrante per lei e per sua madre. Il fatto che sua madre mantenga una buona routine, risponda ai messaggi, e riesca a uscire, è comunque un segnale importante: nonostante il malessere soggettivo, mantiene un certo grado di funzionamento, che è un elemento prognostico favorevole.

Le auguro di cuore che la situazione possa presto migliorare e che possiate, lei e sua madre, trovare un equilibrio terapeutico efficace e ben tollerato.

Cordiali saluti,

Federico Baranzini