Dipendenza da PC. Ho la depressione?

Dipendenza da PC. Ho la depressione?

Giuseppe ha scritto 3 mesi fa
Salve,

mi chiamo Giuseppe, non parlo quasi mai, ma sto trovando il coraggio di scrivere, anche se sarà tutto inutile.

Esco da una forte dipendenza dal PC/giochi per 8 anni sono stato chiuso in casa parlando con i miei demoni nel cervello, ma ho sempre avuto la voglia di vivere nel profondo, ora mi ritrovo a 27 anni senza un lavoro, una ragazza, affetto, volontà, approcciarsi con persone, vedere la luce come la si dovrebbe vedere, insomma uno schifo: mi dico sempre meglio finirla amico che ci sto a fare su questo mondo ormai.

Perché stimo gli aborti?

Dico, pensaci… un bambino che non ha mai avuto il privilegio di guardare il sole, eppure ora si trova in un posto migliore del nostro pensa te… mi dico.

Non ho mai avuto una mamma che mi ha saputo prendere, è stata sempre pessimista, fa sempre la parte della vittima, sono stato messo per anni a paragone di persone con problemi alla testa per causa di droga (ma io non sono drogato) mi dicono sempre che farò una brutta fine se non mi do da fare (forse è vero) mi dico forse ho sempre guardato la persona sbagliata non lo so…Ma quando trovo la felicità (anche se è un’illusione) inizio a stimare gli altri e la loro vita, perché sono persone normali rispetto a me e all’improvviso ritorna quella maledetta voce nella mente che mi dice,: guarda gli altri hanno ragazze, soldi, voglia di vivere, invece tu stai ancora a casa come un depresso senza vita, mi dice ancora, marcirai in queste mura (piango sempre) io so che non sono questo, ma la realtà mi dice altro, cosa dite, dovrei mentire ed essere un falso felice?

So che non avrete mai una risposta concreta, ma dico, probabilmente, pur non capendo neanche minimamente il mio stato, può venir fuori una piccolissima speranza.

Che razza di uomo sono mai?

Piango guardando la mia ombra in questa cella. Mentre lavoro dico: che sto facendo?

Tutto tempo perso, tanto un giorno o l’altro non ricorderò niente più… e questa cosa mi ha fatto cambiare tantissimi lavori (che sono durati non più di 4/5 mesi) appena finita la giornata mi veniva una malinconia della vita, giuro non so che fare prego tutte le sere sperando in un barlume di speranza.

Come fate voi a vivere?

Quando state con gli amici è sincero il vostro sorriso? Amate veramente la persona che avete affianco? Oppure l’amate perché vi fa stare bene?

Dottori voi provate gioia in quello che fate?

Io ho perso ogni stimolo ormai… Come si fa ad iniziare a vivere? Da cosa si inizia?

Scusate per queste troppe parole, se avete tempo dite la vostra di sicuro… le vostre parole contano di più di quelle voci nella testa… Non si può neanche mettere fine a tutto perché non è cosa bella il suicidio agli occhi di Dio.

Ringrazio questo sito per la possibilità di sfogo…
Auguro a tutti una vita ricca di emozioni, e non auguro neanche al mio peggior nemico questa mia vita triste!


1 Risposte
dr Federico Baranzini Staff ha risposto 1 settimana fa

Caro Giuseppe,

 

leggo con sincera commozione queste sue righe che trasmettono tutto il senso di angoscia ottenebrante e vuoto che deve provare. Ventisette anni non sono tanti ma neanche pochi, ha un lavoro mi pare di capire, una casa e dei genitori. Ecco, forse questi genitori non sono stati esattamente quelli che immaginava  fossero: non si è sentito adeguatamente amato e “visto” dai suoi genitori forse? Le dipendenze a prescindere da che cosa si dipenda, sono tentativi di chiudere un buco nell’anima, un senso di vuoto e di “non essere”. E questo mi pare lei lo provi molto intensamente.

Forse è stato un bambino deprivato, a cui è mancata proprio nel momento più importante, l’attenzione e la vicinanza di una mamma troppo “distratta” dai suoi problemi e dalle sue sofferenze.

Lamenta di non aver mai iniziato a vivere ma forse deve anche interrogarsi se non abbia in parte paura di iniziare a vivere, di fare un primo passo nella direzione di uscire da un guscio che per quanto doloroso le appare “sicuro” perchè estremamente prevedibile, fatto anche di auto commiserazione e rimuginii, di rinunce e auto crogiolamenti nichilistici nell’idealizzazione per esempio dell’aborto. Nel tempo sembra essersi costruito una cella di sofferenza, contemplazione della vita altrui e rinuncia, alla Leopardi!

 

Che uomo è lei?

 

Forse un uomo a cui non hanno dato abbastanza amore ma non per questo un uomo di serie B che non possa provare a riempire quel buco, anche se partendo in salita e con molta più zavorra del “normale”. Credo che in fondo in fondo se è riuscito a scrivere a questo forum è perchè sente di poter ancora accogliere dentro sè un seme di speranza e l’aiuto che possa derivarne.

 

Da cosa iniziare, si chiede, per vivere?

 

Dal trovare dentro sè la forza di iniziare ad amarsi anche solo un pochino e lasciare che lo sguardo di qualcuno si posi su di lei e le scaldi il cuore. Può iniziare a provare questa esperienza accettando e cercando l’aiuto necessario. In una relazione terapeutica per esempio, nella forma di  una psicoterapia o una psicoanalisi personale, in concreto, dove sperimentare ciò che lamenta di non aver mai provato, un contatto caldo e “riempiente” che le dia quel senso di vivere che sembra cercare così disperatamente.

 

Un caro saluto

Federico Baranzini

 


La tua risposta