Sostituzione ESCITALOPRAM con CITALOPRAM perl’ansia e il panico

Sostituzione ESCITALOPRAM con CITALOPRAM perl’ansia e il panico

Forum Domande & Risposte di PsichiatriaCategory: Disturbi d’Ansia e Attacchi di PanicoSostituzione ESCITALOPRAM con CITALOPRAM perl’ansia e il panico
Federica asked 1 anno ago

Buongiorno Dottore,

le espongo il mio problema.

Da ottobre 2023 soffro di insonnia(risvegli precoci senza possibilità di addormentamento), penso dal trascinarsi di un problema da circa 2 anni, con la conseguenza che si è scatenata una fortissima ansia e panico per la paura di non riuscire più a dormire(paura che un pò mi accompagna sempre).

Mi rivolgo a novembre 2025 ad un primo psichiatra che prova a darmi 75 mg di trittico, funziona per un pò poi smette.

Passa allora a 8 gocce di ENTACT (escitalopram) circa 8 mg + 100 mg di trittico. Vado avanti così per circa 10 mesi.

Poi vedendo che stavo meglio mi rivolgo ad un altro medico, in quanto con il precedente, oltre ad essere molto scomodo da raggiungere, non riesco più a prendere appuntamento perchè sempre pieno.

Il successivo medico-psicoterapeuta mi sospende entact in soli 8 giorni e mi aumenta il TRITTICO a 150 mg per aiutarmi nella sospensione, questo a dicembre 2025.

Il problema è che dopo 5 gg dalla sospensione di entact mi compaiono forti effetti da sospensione che a distanza di 2 mesi non passavano (ansia estrema, pensieri intrusivi, insonnia tachicardia ecc…), il dott. mi diceva di avere pazienza e mi rispondeva anche molto male e mi diceva di prendere del LEXOTAN.

Molto impaurita mi rivolgo ad un terzo psichiatra che mi reinserisce entact 10 mg da marzo 2025 con per il momento 150 mg di trittico.

A maggio 2025, il mese scorso, sto male, tachicardia e forti giramenti di testa, il medico mi cala il trittico velocemente perchè mi si era abbassata la pressione. Il problema è che in 3 settimane da 150 mg di trttico sono passata a zero, ed ho avuto grossi effetti da sospensione, acufeni, irrequietezza e difficoltà a stare ferma, tremolio e forti vertigini, che con le tecniche di terapia cognitivo-comportamentale tengo a ”bada” però comunicato questo al dott. mi reiserisce le ultime 20 gocce tittrico che mi aveva tolto + 1 pastiglia di ATARAX  (idroxizina) per dormire, anche se mi viene detto che il trittico non dovrebbe dare questi effetti di astinenza.

La cosa strana è che vado in vacanza per una settimana, a metà giugno, e non ho nessun effetto, sto proprio bene, torno al lavoro e davanti al pc mi ripartono molti effetti, credo scatenati dalla paura che mi ritorni l’ansia accentuata dal ciclo mestruale, ma a volte mi arrivano attacchi d’ansia immotivati.

Il 27 giugno vado al controllo dallo psichiatra, dove riepiloghiamo la situazione e mi prescrive 30 mg di CITALOPRAM  al posto di 10 mg di entact dicendomi che pur essendo molto simile all’escitalopram sembra avere più effetto sul panico e di richiamarlo tra una 10 decina di giorni.

In aggiunta sempre 20 gocce di trittico + 1 di atarx per dormire.

Cosa ne pensa della terapia che ho attualmente in corso?

La ringrazio infinitamente se vorrà darmi un consulto.

Cordiali saluti.

1 Answers
dr Federico Baranzini Staff answered 1 anno ago

Buongiorno Federica,

grazie per aver scritto e per aver raccontato con così tanta precisione e apertura il suo percorso, complesso e sicuramente faticoso. Affrontare problemi come l’insonnia cronica, l’ansia anticipatoria e le fluttuazioni dell’umore legate all’uso e sospensione dei farmaci richiede davvero molta forza e costanza, qualità che nel suo racconto emergono con chiarezza.

Provo a riassumere la sua storia per aiutarci a fare il punto. Lei soffre da almeno due anni di insonnia con risvegli precoci, che a partire da ottobre 2023 si è aggravata, scatenando una forte ansia da sonno e attacchi di panico. Il primo approccio terapeutico è stato con Trittico (trazodone) a 75 mg, poi associato a Entact (escitalopram) e infine sospeso troppo rapidamente dal secondo specialista, causando sintomi da sospensione intensi e prolungati. Un terzo psichiatra ha quindi reintrodotto l’escitalopram (10 mg) da marzo 2025, ma a maggio ha dovuto scalare il Trittico per effetti collaterali (ipotensione e vertigini), causando un nuovo peggioramento. Attualmente assume Citalopram 30 mg, 20 gocce di Trittico e Atarax come ipnoinducente.

Vorrei ora provare ad analizzare alcuni punti cruciali e rispondere alla sua domanda sulla terapia attuale.

Dal punto di vista clinico, la sua potrebbe essere descritta come una forma ansiosa-depressiva con forte componente somatica e una fobia dell’insonnia, molto comune nei disturbi d’ansia cronici. A questo si sommano cicli di introduzione e sospensione di farmaci, talvolta troppo rapidi, che purtroppo possono creare una ipersensibilità farmacologica e una maggiore vulnerabilità agli effetti collaterali.

Per quanto riguarda il passaggio da escitalopram a citalopram, la scelta non è illogica: sono due molecole simili, ma non identiche. Il citalopram è un racemo, mentre l’escitalopram è la forma attiva (enantiomero S), quindi più “pulita” e a dosi più basse può avere effetto. È vero però che alcune persone rispondono meglio al citalopram, anche per quanto riguarda i sintomi somatici e il panico. Tuttavia, 30 mg di citalopram equivalgono più o meno a 15 mg di escitalopram, e il salto diretto può essere impegnativo, specie per chi è già stato sensibile ai cambi di molecola. Se il passaggio è stato ben tollerato, non ci sono problemi, ma è un punto da monitorare attentamente.

Il Trittico, come lei ha ben sperimentato, ha effetti anche sull’insonnia, ma in alcune persone crea una certa dipendenza “funzionale”: non nel senso di tossicodipendenza, ma nel senso che il corpo si abitua alla sua azione sedativa, e la sospensione, se troppo rapida, può causare agitazione, vertigini, irritabilità, acufeni. È quindi del tutto plausibile che lei abbia avuto una sindrome da sospensione, anche se tecnicamente non è comune quanto con gli SSRI. In questi casi, è utile un deflusso molto graduale, come ora sta facendo reintegrando una piccola quota.

Il fatto che in vacanza lei stesse meglio, e che al rientro – in particolare davanti al PC – siano ricomparsi i sintomi, suggerisce che ci sia una forte componente anticipatoria e condizionata, legata allo stress lavorativo, alla memoria corporea del disagio e anche, come giustamente nota lei, alle fluttuazioni ormonali del ciclo mestruale, che possono riattivare ansia e insonnia nelle persone vulnerabili.

Nel complesso, la terapia attuale (citalopram 30 mg, trazodone in gocce, atarax per dormire) è coerente con una strategia di stabilizzazione dell’umore e dell’ansia, purché sia accompagnata da:

  1. Titolazione e monitoraggio attento per evitare nuovi scossoni;
  2. Supporto psicoterapeutico continuativo, come già sta facendo, utile per ristrutturare l’ansia anticipatoria e l’ipercontrollo sul sonno;
  3. Attività regolare e strategie di igiene del sonno (come evitare il PC la sera, esporsi alla luce naturale, mantenere orari regolari);

Nella mia pratica, ho seguito diversi casi simili al suo, in cui il panico si innestava su una forma di insonnia ansiosa cronica. In molti di questi pazienti, con un percorso combinato (psicoterapia + farmacoterapia ben modulata e paziente), si è arrivati a un equilibrio soddisfacente e duraturo, e in alcuni casi anche alla sospensione dei farmaci dopo uno o due anni.

Mi auguro che queste considerazioni possano aiutarla a ritrovare un po’ di fiducia nel percorso intrapreso. Sta facendo molto, con lucidità e determinazione. L’effetto curativo arriva spesso per piccoli passi, ma non è fuori portata.

Le auguro con tutto il cuore di poter presto tornare a dormire bene e a vivere le sue giornate con più leggerezza.

Cordiali saluti,

Federico Baranzini