Sospensione della sertralina: lo scalaggio è stato troppo rapido?

Sospensione della sertralina: lo scalaggio è stato troppo rapido?

Forum Domande & Risposte di PsichiatriaCategory: Disturbi d’Ansia e Attacchi di PanicoSospensione della sertralina: lo scalaggio è stato troppo rapido?
Sara asked 1 anno ago

Buongiorno,

gentile dottore, ho 38 anni e assumo sertralina (Zoloft®) da un anno. Il mio psichiatra ha proceduto con lo scalaggio del farmaco nel modo seguente:

  • da 50 mg a 25 mg, una compressa al mattino per due settimane;
  • poi una compressa a giorni alterni per altre due settimane.

All’ultimo colloquio, mi ha detto che posso sospendere definitivamente l’assunzione. Ho manifestato la mia perplessità, ma il medico mi ha rassicurato, invitandomi a non preoccuparmi.

Secondo lei, non è stato troppo rapido nello scalaggio?

La ringrazio per la sua attenzione.

 

1 Answers
dr Federico Baranzini Staff answered 1 anno ago

Salve Sara,

la ringrazio per la sua domanda, che tocca un punto cruciale e spesso sottovalutato del trattamento con antidepressivi: la fase di sospensione. Comprendo perfettamente le sue perplessità e la sua preoccupazione. Affrontare la sospensione di un farmaco che si è assunto per un anno è un momento delicato, e la sua attenzione verso le modalità è più che giustificata.

Analizziamo la sua situazione con il rigore che merita. Lo scalaggio proposto dal suo psichiatra (50mg -> 25mg per 2 settimane, poi 25mg a giorni alterni per altre 2 settimane) può essere considerato potenzialmente troppo rapido almeno per quelle che sono le mie prassi cliniche.

La sertralina, pur avendo un’emivita relativamente corta (circa 26 ore), agisce sul cervello alterando la densità dei recettori della serotonina. Dopo un anno di assunzione, il suo sistema nervoso si è adattato alla presenza del farmaco. Una riduzione troppo brusca può provocare una sindrome da sospensione, i cui sintomi (capogiri, nausea, irritabilità, “scosse elettriche” nella testa, ansia acuta) sono spesso scambiati per una ricaduta della malattia originale. Questo è il motivo principale per cui si consiglia grande cautela.

Creare un’alternanza di concentrazioni del farmaco nel sangue (un giorno sì, un giorno no) è come dire al cervello di continuare ad adattarsi a uno stato di continuo cambiamento. È una strategia che può paradossalmente peggiorare i sintomi da rimbalzo o da sospensione, invece di mitigarli. Le linee guida più aggiornate sconsigliano questo approccio, preferendo una riduzione progressiva della dose giornaliera.

L’obiettivo è dare al sistema nervoso centrale il tempo di riadattarsi gradualmente all’assenza del farmaco, minimizzando lo shock.

Lei ha manifestato le sue perplessità al medico, che l’ha rassicurata. È importante ricordare che il suo psichiatra conosce la sua storia clinica nel dettaglio. Tuttavia, la sua sensazione di disagio è un dato clinico importante. Il “non preoccuparsi” a volte non basta quando il proprio corpo sta inviando segnali di allarme o quando l’ansia per la sospensione stessa diventa un fattore dominante.

Le suggerisco di fissare un altro colloquio con il suo psichiatra per esprimere nuovamente le sue preoccupazioni, magari in modo ancora più esplicito. Esistono anche formulazioni in gocce di altri SSRI che permettono riduzioni ancora più graduali (anche la sertralina esiste in formulazione orale), ma questo spetta al suo medico valutarle.

In conclusione le sue perplessità sono fondate. Ascoltare il proprio corpo e le proprie insicurezze in questa fase è parte integrante del processo di guarigione. Un approccio più cauto e graduale è quasi sempre la scelta vincente per disassuefare il cervello in modo dolce e sostenibile.

Le auguro di trovare con il suo specialista la strategia che la faccia sentire più sicura e serena.

Cordiali saluti

Federico Baranzini