Sertralina 200 mg e aripiprazolo 5 mg per la cura del DOC

Sertralina 200 mg e aripiprazolo 5 mg per la cura del DOC

Forum Domande & RisposteCategoria: Disturbi d'Ansia e Attacchi di PanicoSertralina 200 mg e aripiprazolo 5 mg per la cura del DOC
Filippo asked 5 mesi ago

Gentile dottore,

soffro di disturbo d'ansia generalizzata, disturbo da attacchi di panico e disturbo ossessivo compulsivo; sto seguendo da alcuni anni una terapia che consiste nell' assunzione di 200 mg di SERTRALINA, purtroppo lamento ancora dei sintomi residui caratteristici dei miei disturbi e il mio psichiatra mi ha proposto l'aggiunta di 5 mg di ARIPIPRAZOLO.

Dopo essermi documentato molto, non mi sembra che questo farmaco, ad eccezione del disturbo ossessivo compulsivo, sia particolarmente indicato per gestire adeguatamente l'ansia e il panico, anzi, in alcuni casi potrebbe addirittura far peggiorare questi sintomi, è davvero così?

Posso permettermi di chiedere una sua opinione?

Non è per mancanza di fiducia nel mio psichiatra, ma ho sofferto così tanto che non voglio correre più il rischio di provare nuovamente certe sensazioni, spero capisca i miei dubbi, grazie.

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1 Risposte
dr Federico Baranzini Staff answered 3 mesi ago

Gentile Filippo,
la ringrazio per il suo contrubuto al forum.

La domanda che pone mi obbligherebbe a farle domande per avere un quadro clinico più completo. Mancano dati sul perchè ha avviato la cura descritta, quali sintomi l'hanno spinta a cercare aiuto. Quali sono i sintomi che a doggi reputa più debilitanti e impattanti sulle sue giornate? Assume altri ffarmaci? Come vede ci sono molte cose che devono essere valutate e di cui tenenre conto nella scelta di una molecola. Ogni cura deve essere misurata e "disegnata" sul singolo paziente.

Questo non mi stancherò di ripeterlo. Una cura che può essere ottimale per una persona potrebbe rivelarsi inadatta o insufficiente per un'altra persona perchè cambiano le condizioni, la psicopatologia e le risorse che possono essere messe in gioco, la tollerabilità ai farmaci, ecc..

Un aspetto però mi è poco chiaro in modo particolare: nella sua considerazione finale  lamenta di aver "sofferto così tanto che non voglio correre più il rischio di provare nuovamente certe sensazioni"  lasciando intendere che è stato molto male.

Ma a cosa si riferisce? Agli effetti collaterali dei farmaci? Allo stato di sofferenza indotto dai disturbi di cui è portatore?

Non comprendo se si lamenta dei possibili effetti collaterali di una cura con ARIPIPRAZOLO o invece sta dicendo che è stufo di star emale e di perdere tempo con terapie inutili o inefficaci.

E' ovvio che l'unico che può veramente esprimere un'indicazione di cura è il suo curante: la conosce meglio di me e per questo ha un quadro clinico completo che gli ha permesso di giungere a esprimere l'indicazione di aggiungere in terapia ARIPIPRAZOLO.

Immagino che se lo ha fatto è perchè abbia valutato i pro e contro e, stante il quadro clinico osservato, ha ritenuto più opportuno agire primariamente contro alcuni aspetti clinici (DOC?) piuttosto che altri. Se lei reputa che tali aspetti non siano da porsi in primo piano ma che vi siano altri aspetti problematici sintomatologici che vorrebbe affrontare allora dovrebbe confrotarsi con il suo specialista.

Questa molecola è molto usata e personalmente la utilizzo spesso come strategia di augmentation proprio nelle situazioni di risposta parziale nella cura del DOC. Ha i suoi effetti collaterali certamente, ma questo come tutti i farmaci. Purtroppo non esiste un farmaco perfetto.

La invito quindi a fidarsi del suo medico e a seguire le sue indicazioni, sarete sempre in tempo a correggere il tiro o passare ad un'altra molecola. Purtroppo  la psichiatria di oggi non può ancora prescindere dal procedere per tentativi.

Se vuole ci aggiorni.

Un cordiale saluto

Federico Baranzini

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