Ansia, ipocondria e somatizzazioni

Ansia, ipocondria e somatizzazioni

Antonio ha scritto 1 mese fa
Egregio Dottore,

ho una diagnosi di disturbo d’ansia con somatizzazioni multiple e demoralizzazione secondaria…
Vorrei ricorrere in continuazione a visite mediche cardiologiche e neurologiche e ho fatto parecchi esami strumentali a riguardo ma ho sempre il terrore di sviluppare malattie al cuore e al cervello.
Ho 36 anni e ho iniziato ad assumere citalopram e xanax all’età di 28 con buon risultato; dopo due anni ho scalato citalopram e sono stato bene e senza farmaci per un anno e mezzo dopodiché ho avuto una ricaduta e sono passato a paroxetina…ho provato a scalarla dopo due anni ma in pochi mesi sono ricaduto di nuovo nell’ansia e ossessione di malattia.
Da luglio 2021 ho ripreso la cura con citalopram e xanax e sono tornato in forma ma ad oggi avverto nuovamente un peggioramento (da circa una settimana). Ciò che mi preoccupa è che sto assumendo la terapia 13 gocce citalopram e 0,5 xanax alla sera…
Esistono delle possibilità di recidiva anche sotto terapia? Non mi è mai successo prima di tornare a stare male mentre assumevo i farmaci e questo mi spaventa molto.

Grazie per l’attenzione


2 Risposte
dr Federico Baranzini Staff ha risposto 4 settimane fa
Gentile Antonio,
l’ipocondria è un disturbo d’ansia legato al timore di poter sviluppare o avere una malattia, solitamente tale timore viene indotto dalla comparsa di sintomi banali o comunque non significativi che il soggetto “legge” e mal interpreta come sicuro segno di malattia (solitamente grave e minacciante la stessa vita). Gli accertamenti che ne conseguono dovrebbero placare l’ansia sottostante ma spesso sono solo minimamente efficaci e alla lunga non ottengono il risultato. Il soggetto inizia a temere che anche gli specialisti consultati non siano stati in grado di individuare correttamente il disturbo e quindi il paziente è “punto e a capo” alle prese con le sue ansie e paure ipocondriache. 
Non è insolito che una terapia possa nel corso di una cura perdere di efficacia, succede anche con il citalopram e in generale la classe degli antidepressivi. Tale evento può essere transitorio o permanente. Se accade è necessario parlarne con il proprio psichiatra e valutare il da farsi: potrebbe essere utile aumentare per qualche tempo la dose giornaliera (12 gocce sono circa 24 mg quindi una dose ancora media per un adulto) fino anche a raggiungere la dose massima se necessario e sicuro ma  se tale situazione non passasse allora sarebbe necessario valutare delle alternative come attuare una strategia di augmentation o potenziamento. 
Le segnalo che oltre alla terapia farmacologica esiste sempre la possibilità di affiancare una terapia psicologica per aiutarla a acquisire strumenti di gestione della sua ansia e dei pensieri ipocondriaci .
 
Cordiali saluti
 
Federico Baranzini
 


Antonio ha risposto 3 settimane fa
Buongiorno Dottore

e grazie per la risposta…in effetti anni fa 10 gocce al giorno di citalopram mi bastavano per stare bene; a seguito di una ricaduta ho consultato una psichiatra la quale mi consigliò di assumere paroxetina 20 mg al giorno in quanto più sedativa rispetto agli altri SSRI…con la paroxetina sono stato molto bene ma avevo preso un po’ di peso ed essendo un cultore della forma fisica dopo un paio d’anni ho effettuato lo scalo del farmaco, ricadendo nelle mie paure dopo un paio di mesi. I sintomi somatici che avverto sono talmente invalidanti e angoscianti da avermi spinto a chiedere aiuto al pronto soccorso anche tre volte in una settimana. Ho fatto in un anno e mezzo 2 TAC encefalo e 2 risonanze magnetiche encefalo RMN e circuito cerebrale di cui una con mezzo di contrasto: esito normale. Mi sono sottoposto ad elettrocardiogramma, ecocardiogramma e test da sforzo da ben tre cardiologi diversi oltre a molte analisi del sangue fra cui il profilo tiroideo. Questo per spiegare l’intensità del mio malessere. Essendo laureato in filosofia mi piacciono molto le scienze umane e ben volentieri ho intrapreso per ben 3 volte la strada della psicoterapia: prima analisi immaginativa poi sistemico relazionale e infine cognitivo comportamentale con risultati pressoché nulli.
Al momento sono seguito da una neurologa che ha preso a cuore la mia situazione e anche la cefalea tensiva…da dieci giorni mi ha portato il citalopram a 20 gocce e 1,5 mg di xanax in tre somministrazioni giornaliere. Se non dovessero esserci cambiamenti significativi vorrebbe introdurre anche la venlafaxina che vada ad agire sulla dopamina…

Lei cosa ne pensa a riguardo?

Nuovamente grazie per l’attenzione
Cordiali saluti

Antonio


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